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Grazie Maurizio: non sei morto inutilmente. Se oggi posso votare è anche per merito tuo

 

“Oggi siamo mattinieri.. le faccio il caffè?”
“Si, grazie, macchiato caldo. Sono andato a votare presto, per non trovare fila”.

“Beato lei, che ancora ci crede… ecco qua, macchiato”
“Sì, uno è sempre dubbioso alle elezioni, ma io mi fido di quello che mi dice Maurizio, un ragazzo sveglio che si è dato parecchio da fare per le elezioni”
“E chi è, uno di questi galoppini dei politici che danno i santini?”
“No, è un 23enne che ha dovuto interrompere l’università, per occuparsi di politica. Ma gli è andata male”.
Pago e esco dal bar per andare a far visita alla lapide di Maurizio Giglio, un ragazzo morto alle Fosse Ardeatine – dopo atroci torture senza aver rivelato il nome dei suoi compagni – per liberare l’Italia dalla dittatura. E regalarci la democrazia. Sto un minuto davanti a quella piccola lastra di marmo, in silenzio, nella via ancora deserta.
Grazie Maurizio: non sei morto inutilmente. Se oggi posso votare è anche per merito tuo. E io non me lo scordo.

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