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Critica la monarchia saudita, cinque anni di carcere

 

Cinque anni di carcere, seguiti da altri cinque anni di divieto d’espatrio, per aver accusato la monarchia saudita di corruzione e nepotismo in un’intervista a una tv degli Emirati Arabi Uniti, andata in onda l’8 dicembre. Questa è la condanna inflitta venerdì 9 febbraio a Saleh al-Shehi, che va così ad aggiungersi alle altre decine di prigionieri di coscienza detenuti nelle carceri dell’Arabia Saudita.

Il suo arresto non era mai stato confermato dalle autorità ma da metà dicembre i suoi editoriali per il quotidiano al-Watan non erano più stati pubblicati. Segno che qualcosa era successo. A gennaio sui social network era circolata la notizia del suo arresto ma le autorità saudite hanno fatto il suo nome per la prima volta il 9 febbraio per annunciarne la condanna.

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