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Aggravante specifica per chi colpisce i giornalisti

 

La giornalista Federica Angeli poteva “farsi i fatti suoi” e invece ha parlato, denunciato e scritto contro gli Spada di Ostia, fino a trovarsi a vivere sotto scorta. Poteva ritrattare, non ricordare, attenuare e invece ha confermato tutto in aula, con coraggio e precisione. Gaia Bozza, giornalista di Fanpage.it, la testata digitale che ha svelato la richiesta di tangenti per lo smaltimento dei rifiuti campani, è stata percossa dai fan di De Luca, mentre cercava di fare domande su questo episodio. Nelle stesse ore, la Coste d’Assise di Palermo ha confermato che il giornalista civile (non era iscritto all’ordine, lo fu post-mortem) Mauro Rostagno venne ucciso per le denunce contro la mafia trapanese, diffuse dalla sua emittente Rtc.

Basterebbero queste tre concomitanze per capire il valore fondamentale del giornalismo di denuncia per la democrazia. Ecco perché dovrebbe esserci una specifica aggravante di pena per reati violenti commessi contro i giornalisti. Ma ad introdurla dovrebbe essere il Parlamento, dove siedono personaggi spesso “disturbati” da inchieste scomode, che non vogliono intercettazioni, né ficcanaso nei loro affari. E quindi sarà difficile (ma non impossibile) che questa tutela possa essere votata. Nel frattempo, possiamo essere anche noi cittadini a “scortare” i giornalisti coraggiosi. Con la nostra pubblica gratitudine. Con il nostro pubblico sostegno.

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