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Pool anti-fake news, Odg e Fnsi: “Non spetta alla Polizia dire se una notizia è fondata”

 

«L’inquinamento da fake news che inquieta e preoccupa i giornalisti è fenomeno che, salvo errori o omissioni di controllo, non riguarda la categoria. Da questo punto di vista, l’iniziativa del ministero dell’Interno di un pool per contrastarne la diffusione rende chiaro che il giornalismo professionale è ai margini di questa serissima questione, sulla quale, soprattutto se collegata a moltiplicazione attraverso bot basati su algoritmi, abbiamo anzi più volte suonato un campanello d’allarme». Lo affermano, in una nota, Ordine nazionale dei Giornalisti e Federazione nazionale della Stampa italiana.

«La lotta alle fake news, che potenzialmente possono essere finanche strumento di disegni eversivi – proseguono –, è assolutamente propria dei compiti dello Stato. Vigileremo naturalmente perché non ci siano invasioni di campo sulla deontologia, il cui controllo spetta, invece, alla categoria stessa attraverso l’Ordine professionale. Tuttavia, già interloquendo con l’Agcom, nei giorni scorsi, abbiamo prospettato la possibilità e la necessità di un’alleanza di saperi e di poteri. Ci chiediamo se non ne abbia bisogno anche il ministero dell’Interno, visto che la Polizia postale è certo in grado di indagare sulla provenienza della notizie diffuse, ma non titolata a valutarne il fondamento».

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