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Questo incarico mi onora e mi responsabilizza

 

Care amiche e cari amici di Articolo21,  è con voi che voglio condividere l’onore e l’emozione della mia nomina a Presidente. Ho accettato la proposta che mi avete fatto dopo una lunga riflessione, perché penso che Articolo21 sia una grande famiglia in cui ognuno è protagonista.

Il primo pensiero va a Beppe Giulietti che, a pochi giorni dall’aggressione che ho subito, si interessò a quanto mi era accaduto, senza curarsi troppo delle solite delegittimazioni tutte siciliane. Fu in quella occasione che ho toccato con mano l’affetto ed il calore umano di Articolo21.
Devo molto a Barbara Scaramucci, che ringrazio personalmente per avere accettato l’incarico di presidente onoraria: è lei che è la “colpevole”, è lei che ha pensato a me come suo successore.

Sono certo che con Barbara, con Elisa Marincola (più di una “portavoce”), con il direttore Stefano Corradino, con Tommaso Furfaro, con l’impegno di Antonella Napoli e con la neo responsabile alla Legalità, Graziella Di Mambro, potrò continuare a crescere all’insegna di quei valori fondanti di Articolo21.

Ringrazio Marina De Ghantuz Cubbe, nipote del grande Federico Orlando, perché mi ha convinto che per essere presidente non fosse necessaria l’età anagrafica.

Cercherò di impegnarmi ogni giorno, nelle scuole (grazie a Renato Parascandolo) così come nell’incontro con ogni opinione, soprattutto diversa dalla mia: Articolo21 è la casa delle diversità e così deve continuare ad essere. Ma cercherò, soprattutto, di convincere le coscienze più sopite dell’importanza di essere “cittadini”, della consapevolezza che certe battaglie siano fondamentali e che non siano opera di navigatori solitari: è il noi che vince e ritengo che da oggi ognuno di voi, non solo io, sia il presidente di Articolo21.
Questo incarico mi onora e mi responsabilizza, mi permetterà di occuparmi di tutte le colleghe ed i colleghi minacciati in Italia e nel mondo.
Sono tanti, troppi, i giornalisti minacciati, tante, troppe le zone d’ombra in Italia e nel mondo, basti pensare a Daphne Caruana Galizia, a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ai tanti giornalisti (scusate, ma il mio cuore piange ancora una volta Giovanni Spampinato), imprenditori, sacerdoti uccisi dalle mafie. Il mio pensiero, oggi più che mai, va a Giulio Regeni ed ai “Giulio” del mondo, per loro vale la pena di lottare, per cercare verità e giustizia. Per questo chiederò sempre più a persone come Maria Gianniti di fare squadra per evitare che le luci su Giulio possano spegnersi come qualcuno vorrebbe.

Così come fondamentale è l’attenzione a quanto sta accadendo oltreoceano – con le “lezioni” di Tiziana Ferrario (prezioso sarà il suo contributo per il Premio Giuntella) – e nel resto del mondo con il fondamentale raccordo con Reporter sans Frontieres.

In un mondo in cui le persone non si parlano, penso che Articolo21 possa e debba diventare raccordo fondamentale fra le associazioni giornalistiche (Ossigeno su tutte, Carta di Roma, No Bavaglio) ma anche con il mondo dell’associazionismo sociale (il mio pensiero va a Libera, con la guida sicura di don Luigi Ciotti ed a Libera Informazione, testata fondamentale nella libertà d’informazione). Così come favorire il raccordo con l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa, confrontarsi sulla ricchezza che è la Rai così come ciò che nel servizio pubblico non va (come cerca di fare quotidianamente l’amico e segretario UsigRai, Vittorio Di Trapani) ed allargarsi al mondo Accademico, della cultura, delle arti e dello spettacolo: Articolo21 non è un’associazione solo di giornalisti, ma anche di giornalisti.

Infine i territori. Articolo21 ha gruppi regionali straordinari, ai quali va il mio ringraziamento: dal Veneto (col gruppo di Trieste) alla Campania, dalla Lombardia (col gruppo di Milano) allo storico gruppo “romano”. Sono loro il motore del confronto e della crescita con e nelle periferie, quelle che dobbiamo tentare di illuminare a giorno.
Faccio parte di Articolo21 da anni, una famiglia meravigliosa.
Oggi serve esserlo ancora di più, bisogna fare squadra: un Paese dove ci si confronta e ci si scontra sulle idee è realmente libero di manifestare il proprio pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”!

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