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Picasso sulla spiaggia. Fino al 7 gennaio 2018 alla Collezione Peggy Guggenheim

 

1937: anno decisivo per Picasso che dipinge” Guernica”, il suo quadro capolavoro di denuncia degli orrori della guerra civile e della dittatura di Franco: lo  stravolgimento anche fisico delle vittime di un bombardamento. L’opera è completata a giugno. Gli inizi dell’anno, sembrano, invece,  all’insegna della leggerezza. Quale antidoto a un inverno tra i più rigidi l’artista, in poco più di una decina di giorni,  riprende il tema classico  delle bagnanti. Ora questi due aspetti apparentemente incongrui sono accostati nella mostra “Picasso sulla spiaggia”, a cura di Luca Massimo Barbero, in programma fino al 7 gennaio 2018 alla Collezione Peggy Guggenheim.

Il punto di riferimento è costituito da “Sulla spiaggia” acquistata da Peggy nel 1947. Due donne che giocano con una piccola barca in riva al mare. Le forme prosperose  in contrasto con il viso stilizzato, ripreso anche nella figura maschile  (?) di un moderno spione. Quest’opera è del 12 febbraio. Due giorni prima, il 10 , Picasso aveva  dipinto un’altra bagnante, “Donna seduta sulla spiaggia” del Museé de Beaux –Arts de Lyon, una figura solitaria ventre  e seni smisurati, testa stilizzata, tutta concentrata sull’osservazione dei piedi, forse per togliersi una spina,  un soggetto, questo,  che risale all’arte ellenistica.

Il 18 febbraio la sequenza si conclude  con la “Grande bagnate con libro” appartenente al Museo  Picasso di Parigi. Quasi una scultura nella potenza delle sue forme,  esaltate anche dal ricorso al monocromo. La scrittura, invece, è indecifrabile, tale da introdurre un elemento d’inquietudine in un contesto   gioioso. E’ straordinario il fatto che le tre opere siano esposte insieme.

Questo anche in concomitanza con l’iniziativa “Picasso Méditerraneé “ intesa a valorizzare questo aspetto dell’artista spagnolo, come sottolinea Karole  P.B. Vail dal giugno scorso nuova direttrice della galleria veneziano. In tutto tre dipinti e 11 disegni, compresi i due che costituiscono  la genesi di “Guernica”.

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