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“No borders”, un festival senza confini. Anche per rispondere all’Austria

 

L’Austria minaccia a giorni alterni di chiudere le frontiere per arrestare l’invasione dei barbari. Ma in questi giorni, a Tarvisio e dintorni, Alpi carniche, Friuli Venezia Giulia, in un fazzoletto di terra dove Italia, Slovenia e Austria sembrano una cosa sola, dividendo storia e tradizioni, si svolge la ventiduesima edizione del No Borders Music Festival, una rassegna musicale che porta già nel nome il suo manifesto: usare e valorizzare la musica quale forma di cultura e mezzo di comunicazione, in grado di essere compreso da tutti al di là dei confini etnici, linguistici, sociali e geografici. E non ci sarebbe molto altro da aggiungere…
> Tranne che l’edizione di quest’anno si è aperta con un applauditissimo concerto degli Editors, gruppo originario di Stafford, nell’Inghilterra centrale, considerato dalla critica e dal pubblico come una delle band più importanti e influenti della scena indie rock mondiale. Hanno scalato le classifiche di tutto il mondo con “Papillon”, “Munich” e tantissimi altri brani, e sono da anni protagonisti di tutti i principali festival rock mondiali. Gli Editors arrivano al successo già con “The Back Room” (2005), nel 2009 esce l’album “In This Light and on This Evening”, che segna una svolta verso suoni più elettronici. Nel 2013 è la volta del nuovo capitolo “The Weight of Your Love”. Nel 2015 tocca a “In Dream”, quinto e per ora ultimo album in studio della rock band di Stafford. A Tarvisio hanno presentato alcuni brani che faranno parte del prossimo disco.
> Altra artista che ha animato i primi giorni del “No Borders” è Joss Stone. Bianca con la voce nera, l’inglesina nata a Dover nell’aprile ’87 (dunque ormai ha trent’anni: non è più l’adolescente che avevamo conosciuto e apprezzato agli esordi…) ha tenuto a Tarvisio l’unico concerto italiano dell’attuale tournèe mondiale, quel “Total World Tour” partito nel 2014, con il quale l’artista si è prefissata di suonare in ogni paese del pianeta. Finora ha “timbrato il cartellino” in Sudafrica e in Marocco, in Australia e in Nuova Zelanda, in Giappone e in India, in Cina e a Dubai, in America Latina e in tanti altri posti. Dove ha sempre trovato – nei piccoli club come nei teatri, nei palasport come nelle grandi arene – platee entusiaste per la sua voce graffiante, per il suo fascinoso mix di generi, dal rock al rhythm’n’blues, dal reggae al suo “soul senza confini”. Giusto dunque per una manifestazione che fa della mancanza di confini il suo marchio. Per lei debutto nel 2003 con l’album “The Soul Sessions” (dodici milioni di copie vendute), seguito con “Mind, body & soul” (2005) e “Introducing Joss Stone” (2007). A Tarvisio uno spettacolo ormai ben rodato, basato sui brani del recente album “Water for your soul”. Ma Joss Stone è anche una donna e un’artista anticonformista, sensibile alle tematiche sociali, che nei suoi tour in giro per il mondo non perde occasione per lavorare con i musicisti indigeni e le organizzazioni umanitarie locali. Insomma, chapeau…

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