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Si aggrava la crisi in Venezuela

 

Si aggrava in Venezuela la crisi con il nuovo scontro che c’è stato stamane tra i manifestanti e la guardia nazionale. La popolazione venezuelana è esasperata perchè  dappertutto ormai manca il cibo (non si riesce neppure trovare pane e latte) e medicinali con le farmacie e gli ospedali che dispongono più neppure dei farmaci più elementari. Per ora si può fare la spesa solo una volta alla settimana, utilizzando una tessera alimentare fornita dal governo per razionare i viveri.

Una situazione incandescente che dura ormai da mesi, che è precipitata alla fine di marzo quando la Corte Suprema di Giustizia ha deciso di esautorare il parlamento dei propri poteri, lasciando quindi al presidente Nicola Maduro il dominio politico assoluto. I problemi veri sono iniziati a serpeggiare in tutta la nazione già dallo scorso mese di dicembre quando Il “mesa de Unidad Democratica” forza di opposizione meglio conosciuta come MUD aveva vinto le elezioni. Da allora, secondo quanto viene riferito da numerosi venezuelani che hanno deciso di lasciare la nazione Maduro ha cercato di rendere tutto il Venezuela una vera e propria dittatura.

Sono tempi difficili  quindi per il successore di Hugo Chavez che per cercare di placare le proteste ha da poco annunciato di voler aumentare le pensioni e del 60% gli stipendi dei dipendenti pubblici. Ma questo provvedimento non sembra in nessun modo avere scalfito minimamente la volontà dei venezuelani di  continuare nelle loro proteste.

Che la situazione sia drammatica lo ripete a gran voce anche la dottoressa Lorena Franceschini, italo-venezuelana, presidente dell’Associazione “Venezuela Italia Mondo” che si dice sicura che “i cittadini sono determinati ad andare avanti sino a quando non ci sarà un vero cambiamento nel quadro politico anche se per ora la repressione è durissima. La Guardia Nazionale spara sulla folla di tutto, dai proiettili di gomma ai lacrimogeni. Le cose peggiori le fanno i gruppi paramilitari dei “Coletivos” che sparano senza guardare in faccia nessuno. Sarebbero loro i responsabili di ben trenta uccisioni compiute sino ad ora. Secondo la dottoressa Franceschini ,”è impossibile trovare il pane perché il governo non distribuisce più la farina ai forni. Ed è impossibile trovare anche le medicine più essenziali come la tachipirina e gli antibiotici”.

Alcuni analisti ritengono che in realtà queste proteste sarebbero fomentate dagli Stati Uniti per spazzare via un governo non allineato con i loro interessi economici in Sud America. Su questo punto le sue parole sono chiare.”Questa storia della cospirazione americana credo sia solo una scusa per non ammettere che il Venezuela stia diventando una dittatura. La verità è che il popolo è ridotto alla fame totale”.

Anche in Italia molti venezuelani stanno tenendo manifestazioni in questi giorni, recentemente anche a Roma dove è stato possibile fare un giro per raccogliere informazioni appena diffuse. In quel paese che è stato uno dei più ricchi e prosperi del Sud America ora le cose sono precipitate e lo stesso papa Francesco ha fatto un appello con parole limpide e precise:”Mentre mi unisco al dolore dei familiari delle vittime degli scontri con la Guardia Nazionale,per le quali assicuro  preghiere di suffragio, rivolgo un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinchè venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione”.

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