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Governare gli italiani è inutile?

 

Governare gli italiani non è difficile, è inutile. La sentenza, che rassomiglia a una condanna, forse è stata pronunciata da uno che –a suo modo- si intendeva di comunicazione e di politica. Sembra inutile, per esempio, governare l’Alitalia, l’azienda “strategica” che da anni ha assorbito oltre otto miliardi di euro di finanziamenti pubblici, ma che più vola e più perde. I dirigenti che l’hanno guidata, dai boiardi di stato ai “capitani coraggiosi” che dovevano salvare la sua italianità, hanno fatto solo disastri. Dipendenti e stipendi, un tempo esorbitanti, sono stati tagliati, ma non basta ancora, e così, alla fine, come sempre, pagherà Pantalone, cioè tutti noi.

Sembra inutile tentare di governare la Rai, altra azienda strategica, che –a differenza di quanto si ripete da anni- non è vittima ma complice della politica ed è refrattaria a qualsiasi tentativo di riforma e di razionalizzazione della miriade di testate giornalistiche che hanno “identità culturali” che risalgono alla lottizzazione della prima Repubblica. Come si fa a riformare una Rai infarcita di dirigenti pagati più del Presidente della Repubblica e parcheggiati da qualche parte per non lavorare, mentre giovani giornalisti precari ricevono pochi euro a servizio?

Come si fa a governare gli italiani che inseguono dicerie di untori e danneggiano se stessi e gli altri rifiutando di vaccinare i propri figli oppure si affidano esclusivamente alla omeopatia, considerata una sorta di magia o di ideologia, e così condannano a morte il proprio figlio, che aveva una banale otite?

Come si può sperare di risollevare l’economia italiana, soffocata dalla burocrazia, se l’impresa privata non investe su ricerca e innovazione? Il risultato è che la crescita arranca mentre i nostri concorrenti globali si sono rimessi a correre.

E’ davvero impossibile trovare una soluzione ragionevole ai lavori occasionali, che fino a ieri venivano pagati con i “voucer”, evitando il lavoro nero e l’eterno precariato? Davvero qualcuno pensa che la “soluzione” sia far cadere il debole e volenteroso governo Gentiloni? Nel frattempo nessuno, sindacati compresi, si è impegnato a controllare e denunciare eventuali violazioni dei “furbetti” che giocano con la vita dei lavoratori, per evitare di danneggiare chi davvero vuole utilizzare e pagare il lavoro occasionale.

Davvero non si potevano controllare e reprimere i comportamenti “allegri” di un sistema bancario che doveva conoscere e valorizzare il territorio e invece ha creato una voragine di crediti inesigibili per prestiti fatti agli amici degli amici? E’ davvero impossibile far gestire i nostri musei da bravi professionisti, che hanno dato ottimi risultati, solo perché non sono italiani, dimenticando che la cultura è per definizione cosmopolita?

Che sia inutile tentare di governare gli italiani è confermato, infine, dalla manfrina della politica italiana sulla legge elettorale.

In questi anni si sono susseguiti porcherie e pasticci. Il “Porcellum” ha sostituito il Mattarellum, che poteva funzionare egregiamente, mentre l’  “Italicum” è stato bocciato dalla Consulta. Adesso, con sprezzo del ridicolo, si parla di “sistema tedesco”, dimenticando che la “Grosse Koalition” in Italia si trasformerà inevitabilmente nel “Grande Inciucio”. Ma il proporzionale, più o meno corretto, ormai piace a tutti, in particolare al M5S, che per la prima volta ha abbandonato il suo isolamento istituzionale ed ha partecipato ad una trattativa, lanciando il frutto avvelenato del sistema proporzionale, che ci consegnerà una Italia tripartita e ingovernabile, alla vigilia di importanti appuntamenti economici. Il nuovo patto del Nazareno, tra Pd e Forza Italia, che i bene informati dicono già avviato, rilancerà l’ex cavaliere Berlusconi e soffocherà il Pd, come sempre incerto e lacerato, lasciando la strada aperta all’arrivo del M5S al governo del paese. Ma niente paura, perché, tanto, governare gli italiani non è impossibile, è solo inutile.

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