“Monologo repubblicano” – di Roberto Bertoni

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Il 1977, con il suo carico di sogni e di speranze, di amarezze, di lutti e di tragedie, rivive in queste pagine viscerali, scritte da un ragazzo di oggi immaginando e immedesimandosi nei pensieri e nei ricordi di un ragazzo di allora, scettico sulle smanie rivoluzionarie dei suoi amici convinti di poter conquistare “il sol dell’avvenire” ma non meno disgustato dall’arrivismo e dalla malvagità intrinseca di coloro che cominciarono, proprio in quegli anni, ad accantonare gli “ideali della gioventù”, in nome di un pragmatico cinismo sfociato poi nei cedimenti della Terza via e nell’abbraccio acritico del pensiero unico liberista.
Il ’77 come spartiacque fra due epoche, fra due mondi, fra due modi di vivere e di essere. Un anno tragico e apparentemente senza fine che tuttora, dopo quarant’anni e oltre quattordicimila giorni, continua a scavare un solco profondo nell’animo di chi l’ha vissuto, scandendo ancora i ritmi della politica italiana e i comportamenti e le scelte dei suoi protagonisti.


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