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Addio a Pasquale Squitieri: un autore controverso con l’amore per il cinema 

 
Addio a Pasquale Squitieri. Regista, giornalista, sceneggiatore, nato a Napoli il 27 novembre 1938, aveva 78 anni. Sabato 18 febbraio ci ha lasciato all’ospedale Villa San Pietro di Roma.
Squitieri debutta alla regia nel 1969 con il film “Io e Dio”, prodotto da Vittorio De Sica. Poi con lo pseudonimo
William Redford firmò due pellicole del genere spaghetti western, “Django sfida Sartana” del 1970 e “La vendetta è
un piatto che si serve freddo” del 1971.
Squitieri era durissimo, sul set come nella vita. Ma rispettoso e leale con le persone e con i suoi collaboratori che
mettevano passione e onestà nel proprio lavoro.
L’ho conosciuto nel 1985, ero l’arredatore di un suo film “Il Pentito” con Franco Nero, Max von Sydow e Tony Musante.
La storia di un mafioso che rientra dagli Stati Uniti per confessare in cambio della protezione dei suoi cari.
Fu una rievocazione dei fatti e persone celeberrimi: il banchiere Sindona, il giudice Falcone, il superpentito Buscetta.
Laureato in giurisprudenza, Squitieri era noto in particolar modo per i suoi film storico-politici, alcuni dei quali gli
valsero non poche critiche. Tra questi sono da citare “I guappi” (1973), “Claretta” (1984) e “Li chiamarono… briganti!” (1999), film sul brigantaggio postunitario che narra la storia del suo maggior rappresentante Carmine Crocco: il film fu molto contestato e venne, in breve tempo ritirato dalle sale. Squitieri fu aspramente criticato anche al festival di Venezia presentando la sua opera Claretta.
E’ stato legato sentimentalmente dagli anni Settanta all’attrice Claudia Cardinale, recitando in molti suoi film come “I guappi” del 1974, “Il prefetto di ferro” del 1977 e Corleone l’anno successivo. Dalla loro relazione, è nata la figlia Claudine.
Dal 2003 era legato sentimentalmente all’attrice e cantante Ottavia Fusco, sposata nel dicembre 2013.
Anche la sua esperienza politica è stata controversa. Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta a L’Espresso sul caso Pinelli e nell’ottobre dello stesso anno l’autodenuncia pubblicata su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere. Ma negli anni si spostò a destra: fu candidato
ed eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale nel 1994 nel collegio di Andria-Barletta.
Ricordo in un pranzo dal “Bolognese” nel 2009 Squitieri era il presidente di un festival del cortometraggio che organizzavo e, in quella occasione si confidò dicendomi che la scelta di avvicinarsi alla destra era per amore del cinema. A seguito alle delusioni continue della sinistra sul rilancio delle attività cinematografiche, Pasquale si avvicinò alla destra perché più nazionalista e quindi la speranza di una promessa della destra al rilancio di un cinema e di una Cinecittà in un ricordo nostalgico ma ahimè, anche questo disatteso. Ma vorrei ricordare il suo amore per il cinema che è sempre rimasto immutato.

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