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Una donna salverà la sinistra italiana?

 

Oggi sono andato a portare un paio di calendari da tavola dove sono riprodotte le mie opere a Simonetta Saliera, la Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna. Stimo molto la Presidente Saliera, per la sua pacatezza, per la modestia con cui svolge l’importante ruolo che ha nella nostra Regione, per l’equilibro che ha verso tutti i partiti.  Ma la stimo anche per la coerenza con cui mantiene le sue idee, che come le mie sono sempre le stessa: la difesa dei lavoratori e dei ceti meno abbienti. Una grande coerenza che merita la stima di tutti quelli che conservano ancora l’idea di una società giusta e equa.  Insomma la morte delle ideologie non cancella le differenze sociali che sono diventate in questi ultimi anni devastanti per la convivenza civile.

Non ho resistito alla tentazione di chiederle se avesse votato per il Si o il No al Referendum. In tutta la campagna referendaria non l’avevo mai sentita prendere posizione per l’uno o per l’altro fronte. Mi ha detto senza tentennamenti che aveva votato No. Non nascondo la mia soddisfazione. Gli ho detto che anch’io avevo votato No. Ma conoscendomi, penso che su questo non avesse dubbi. Io credo che è l’ora che chi si considera ancora di sinistra dica chiaramente che idea si immagina di futuro: se è d’accordo per l’eliminazione dei voucher, una nuova forma di caporalato moderno, dove chi utilizza questa manodopera, con due denari si libera di tutte le responsabilità nei riguardi del lavoratore. Se condivide il jobs act, anche questo nuova forma di lavoro per tutti i nuovi assunti che non hanno più la copertura dell’articolo 18 che recita che non si può licenziare un lavoratore senza gusta causa o giustificato motivo. Ma le principali vittime di questa vera “porcata” sono e saranno i lavoratori che ora godono dell’articolo 18, che sono e saranno sostituiti con una crisi vera o fittizia con questi nuovi schiavi, che hanno stipendi minimi, nessun potere contrattuale e che saranno colpiti in quello che ogni persona tiene di più. La dignità.  Come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro posso documentare senza temere smentite che a morire per infortuni sul lavoro sono soprattutto dove non è in vigore l’articolo 18. Dov’è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti, e questo qualcosa vorrà pur dire.

Chi ha il coraggio di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi se può essere licenziato senza potersi opporre? Tra l’altro lo scopo è anche quello di depotenziare sindacati che ritengono scomodi, cioè che fanno ancora il loro lavoro. Chi si iscriverà per esempio alla CGIL se come si sa, Marchionne (l’amico di Renzi) ha cercato in ogni modo di cacciare questa Organizzazione fuori dal gruppo FIAT? Poi c’è anche da dire che le elezioni le aveva vinte Bersani, che chi aveva votato il PD non voleva certo che il Segretario facesse queste cose che neppure la peggiore destra si è mai sognata di fare. Che si facesse vedere a braccetto con Marchionne. Uno che ha portato la FIAT all’estero, che paga le tasse in Svizzera. Compagni e amici del PD non potete svendere una storia centenaria che parte dalle leghe operaie, che ha avuto personaggi come Gramsci e Berlinguer, con operai relegati in reparti confino e licenziati per ottenere lo Statuto dei lavoratori, che Renzi ha di fatto abolito togliendo l’Articolo 18. E’ ora delle scelte chiare e nette su cosa dovrà essere questo partito in futuro. Il referendum è stato chiarissimo, hanno votato NO i giovani e i lavoratori il sud povero e i quartieri periferici di ogni città.

Insomma il PD non può diventare il partito di “classe” ma quello dei più abbienti. Se andrà verso questi lidi avrà una concorrenza feroce con la destra, quella vera. Le strutture burocratiche di questo partito sono per la maggioranza con Renzi, ma basta parlare con chi non ha incarichi di partito e piccoli e grandi interessi da difendere per rendersi conto di quanto siano lontani dal sentire comune della gente. Io credo che ci sia anche una certa dose di autolesionismo. Di sicuro chi non è renziano mai voterà chi si è schierato con lui. Tantissimi i commercianti che hanno votato No, che si sono resi conto che larga parte della popolazione non ha più denaro da spendere e che è finito nelle mani di pochi e che non hanno soldi per comprare. I renziani apriranno autostrade per i Cinque stelle. Ed è per questo che spero che politici come la Saliera diventino punto di riferimento non solo per il PD post renziano, ma anche per la sinistra dispersa in mille rivoli che non aspetta altro che di riaggregarsi pur nella diversità, su antichi ma nuovissimi valori; solidarietà, uguaglianza e difesa dei più deboli.

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