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Turchia: nuovi arresti di giornalisti al quotidiano Cumhuriyet, la Fnsi: «Intervenga l’Ue»

 
Nuova stretta delle autorità turche contro il quotidiano di opposizione Cumhuriyet. La polizia ha attuato una retata contro la redazione e ha arrestato il direttore Murat Sabuncu, insieme ad altri giornalisti. Il segretario Lorusso e il presidente Giulietti: «Le mobilitazioni non bastano, intervenga l’Ue».

Nuova stretta delle autorità turche contro il quotidiano di opposizione Cumhuriyet. La polizia ha attuato una retata contro la redazione  e ha arrestato il suo direttore Murat Sabuncu, insieme ad altri giornalisti.

Sabuncu è stato fermato nella sua casa, che è stata anche perquisita, e la stessa sorte è toccata ad una delle firme di punta del giornale, Guray Oz. Perquisita anche l’abitazione del presidente del comitato editoriale, Akin Atalay, che si trova attualmente all’estero. Secondo la Cnn turca, la polizia ha ordini di arresto per 13 persone tra giornalisti e dirigenti del quotidiano.

«I nuovi arresti di giornalisti del quotidiano d’opposizione Cumhuriyet – è il commento del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti – confermano che bisogna tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo in Turchia ormai da anni e, soprattutto, all’indomani del fallito colpo di Stato del 15 luglio scorso, con migliaia di giornalisti, docenti universitari, scrittori, magistrati, impiegati pubblici finiti in prigione con l’accusa di avere legami con i golpisti di Fetullah Gulen e con i separatisti curdi».

La Fnsi, d’altro canto, ha già portato il caso all’attenzione delle Federazioni internazionale ed europea dei giornalisti e nelle scorse settimane a Roma, Milano e in altre città d’Europa si sono tenute manifestazioni di protesta contro la repressione in atto in Turchia ai danni della libera informazione e della libertà di espressione. Ma è evidente che questo non basta.

«Serve – concludono i vertici della Fnsi – che le istituzioni dell’Unione europea e i governi nazionali intervengano con decisione per porre fine ad una situazione di palese violazione dei diritti umani e civili. Un Paese che si professa democratico non può imporre il bavaglio all’informazione, cuore di ogni sistema politico che abbia al centro i propri cittadini».

Per protestare contro la decisione delle autorità turche, dopo la diffusione della notizia dei nuovi arresti una piccola folla si è radunata sotto la redazione del quotidiano.

Murat Sabuncu è alla guida del giornale da quando l’ex direttore, Can Dundar, ha deciso di intraprendere una nuova avventura editoriale in Germania, alla fine di agosto scorso.  Oltre al direttore Sabuncu e al giornalista Guray Oz sono già finiti in manette i colleghi Hikmet Cetinkaya, Aydin Engin e Hakan Kara. Per tutti è stato disposto il divieto a incontrare i propri avvocati nei prossimi cinque giorni, una decisione prevista dalle procedure relative lo stato di emergenza in vigore nel Paese. Gli altri destinatari dell’ordine di arresto sono i dirigenti Kadri Gursel e Gunseli Ozaltay e i giornalisti Onder Celik, Bulent Utku, Mustafa Kemal Gungor, Eser Yener, Muslum Ozisik, Turhan Gunay e Nebil Ozgenturk e il vignettista Musa Kart, tutti ricercati dalla polizia.

L’accusa riguarda presunti legami con i golpisti di Fetullah Gulen, ritenuto la mente del golpe del 15 luglio, e separatisti curdi del Pkk con cui Ankara è in guerra dal 1984. Secondo il pubblico ministero titolare dell’indagine, lo storico quotidiano turco avrebbe posto in essere attività in favore sia dei golpisti che dei curdi, pur senza essere parte delle due organizzazioni in questione.

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