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La Rete Antirazzista continua a dire no a Frontex

 

Catania: l’ex Convento di Santa Chiara respinge invece di accogliere

Di Ivana Sciacca

“Occorre avere il coraggio di affrontare questa crisi con misure strutturali e con senso di solidarietà e responsabilità” dice il sindaco Bianco sulla Riforma dell’asilo politico dell’Unione europea. Il Comitato delle Regioni pare abbia deciso di accettare i suoi suggerimenti per modificare alcuni emendamenti. A quale crisi si riferisce? Ai migranti naturalmente. Che siccome in Sicilia e a Catania abbiamo una certa esperienza in materia, è giusto che mamma Europa ne tenga conto. Di fatto, senso di solidarietà e responsabilità non se ne continua a vedere né da parte dell’Europa né da quella dell’amministrazione Bianco. Infatti se durante le occasioni ufficiali il signor Sindaco si autoelogia parlando di Catania come la “città dell’accoglienza”, nei fatti da un lato decide di chiudere la scuola Manzoni-Diaz, nel quartiere Antico Corso, sede di corsi di italiano destinati appunto agli immigrati e dall’altro decide di usare un monastero, quello di Santa Chiara, per farci la sede Frontex, che accoglie forze armate europee con il compito di sorvegliare i confini e respingere i migranti che scappano da guerre, persecuzioni e povertà.

Ieri mattina nella piazza adiacente alla sede Frontex – piazza Maravigna – la rete antirazzista ha tenuto l’ennesimo presidio per continuare a dire no alle stragi in mare, ai muri, e a Frontex. “Prima che ci aprissero la sede Frontex, l’ex convento di Santa Chiara veniva utilizzato come ufficio anagrafe: qui si dichiaravano le nascite, le residenze, le morti, si celebravano i matrimoni civili” dice Anna Di Salvo, una delle componenti della Rete Antirazzista “adesso l’anagrafe è stato trasferito nel quartiere di San Leone cancellando così un pezzo della memoria storica dei cittadini. Non sono stati neanche informati, lo hanno scoperto quando vi si sono recati perché avevano bisogno di qualche certificato!” continua “Abbiamo invitato diverse volte il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali… ma non abbiamo mai avuto nessun tipo di risposta! Ma continueremo a manifestare perché non possiamo accettare che la nostra città sia complice di politiche anti-migranti”. Gli appuntamenti che sta organizzando la Rete antirazzista – in collaborazione con altre associazioni, tra cui Città Felice – sono tanti: a partire dall’assemblea “Catania oltre le frontiere” che si è tenuta ieri sera alla Palestra Lupo. “Abbiamo intenzione di fare anche una raccolta firme per far ripristinare l’ufficio anagrafe qui dove è sempre stato” ci informa Anna.

Qualche passante assiste alla conferenza stampa in piazza. Più in là due compari si scambiano opinioni sulla questione “Ma ti pare giusto che mantengono gli immigrati mentre noi italiani moriamo di fame?” dice il primo. Il secondo con aria pensosa risponde “Sarà, ma forse mantengono la mafia invece degli immigrati…”.

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