Alla marcia della pace contro il linguaggio dell’odio

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Erano i giorni del Natale del 2015, quando Papa Francesco, da Roma, accendeva l’albero realizzato davanti al Sacro convento di Assisi.

Ai piedi di quell’albero, per volontà dei frati, era stato collocato uno dei barconi dei naufraghi approdati a Lampedusa, per sfuggire all’odio, alla fame, alla morte. Dentro quella barca fu anche deposto il testo della Carta di Roma, un impegno a contrastare il linguaggio del razzismo e della violenza, sottoscritto insieme da credenti, diversamente credenti, non credenti, giornalisti, cittadine e cittadini che non intendono rassegnarsi ai muri della xenofobia e della indifferenza.

Quel gesto non é stato dimenticato, cosî in occasione della Marcia Perugia Assisi, abbiamo deciso di trasformare l’impegno di quel giorno in una grande petizione popolare contro le parole che generano i muri. Questo accade ogni qual volta usiamo le parole della discriminazione, etichettando e insultando gli altri a causa del colore della pelle, della nazionalitá, delle scelte politiche e religiose, del sesso, della condizione sociale.

Quante volte, nel linguaggio politico e mediatico, abbiamo sentito utilizzare le parole dell’odio per alimentare la paura e catturare qualche consenso.

Nel loro mirino, talvolta, é finito anche il Papa “Reo” di aver aperto le braccia all’accoglienza e di aver compiuto gesti di pace verso gli ultimi e le vittime del commercio delle armi e del traffico degli esseri umani.

Per questo oggi davanti alla sala stampa francescana, a pochi metri dalla Basilica chiederemo a tutte e a tutti di sottoscrivere con noi la Carta di Roma contro il linguaggio dell’odio e di trasformarla in quotidiano impegno nelle redazioni, nelle scuole, nei centri sociali, dentro e fuori i social.

Esattamente come un anno fa ci ritroveremo con i rappresentanti della rivista San Francesco, con la Tavola della pace, con le tante organizzazioni che hanno promosso la marcia da Perugia ad Assisi, e con le rappresentanze dei giornalisti italiani: dalla FNSI all’Usigrai, da Articolo 21 a Nobavaglio.

Insieme, per riprendere lo slogan della marcia, per scalare i muri dell’odio e della indifferenza!

 


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