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Unhcr: relocation, necessaria maggiore collaborazione degli stati aderenti

 

L’Unhcr fa appello agli Stati europei affinché aumentino il numero di posti disponibili e la velocità di ricollocamento dei richiedenti asilo attuando in pieno lo schema concordato

Un anno fa, l’Unione Europea e gli Stati membri hanno concordato un piano biennale per il ricollocamento di 160mila richiedenti asilo principalmente dalla Grecia e dall’Italia verso altri paesi Europei. Tuttavia, il numero dei posti messi a disposizione continua ad essere inferiore alle necessità reali e l’attuazione del programma è lenta e difficoltosa.

Infatti nonostante l’accettazione del piano, l’impegno degli Stati procede a rilento. In alcuni casi, il numero di posti disponibili indicati dai singoli stati non è stato poi messo formalmente a disposizione di Grecia e Italia. L’effettivo funzionamento del programma di ricollocamento è cruciale per aumentare la solidarietà e la condivisione di responsabilità in Europa e per garantire una migliore gestione dei flussi migratori, che affronti i movimenti secondari irregolari e combatta la dipendenza dai trafficanti.

I numeri

Dalla Grecia, sono finora partiti 3.712 richiedenti asilo e 7.970 persone sono state segnalate per il ricollocamento. Finora, sono 8.676 i posti messi a disposizione da 21 Stati membri dell’UE, dalla Svizzera e dal Liechtenstein,  solo il 13% del target di 66.400 posti. Le operazioni di pre-registrazione avvenute in Grecia hanno aiutato a stimare il numero di potenziali candidati per il  ricollocamento. In base alle nazionalità delle persone che hanno effettuato la preregistrazione nella Grecia continentale, circa 19mila persone potrebbero beneficiare del trasferimento.

Con il sostegno della Commissione europea, 12.290 candidati e altri richiedenti asilo sono stati temporaneamente alloggiati in piccoli appartamenti, alberghi a tariffe agevolate e presso delle famiglie. Molti altri uomini, donne e bambini potenzialmente candidabili al programma vivono ancora in luoghi degradati, poco sicuri ed inadeguati ad affrontare il prossimo inverno. Un’accelerazione nell’attuazione del programma potrebbe ridurre la loro paura ed incertezza per il futuro.

Dall’Italia, sono stati ricollocati 1.064 richiedenti asilo in 16 paesi, a fronte dei 2.809 posti resi disponibili finora. Rispetto agli anni scorsi, molte più persone rimangono in Italia, anche a causa dell’aumento dei controlli di frontiera nelle zone settentrionali del paese. Ad esempio, il numero di nuove richieste di asilo in Italia è aumentato del 53 % (72.470) rispetto allo stesso periodo del 2015 (47.428).

L’appello di Unhcr

Finora, 4.776 richiedenti asilo sono stati trasferiti dalla Grecia e dall’Italia. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) chiede agli Stati di aumentare il proprio impegno, anche in favore dei minori non accompagnati e separati, velocizzando le procedure di registrazione e trasferimento dei candidati, ed aprendo il programma ad ulteriori nazionalità in fuga da guerre e persecuzioni.

Foto di www.en.protothema.gr

Foto di www.en.protothema.gr

Inoltre l’Unhcr esorta l’Ue ed i suoi Stati membri a rivedere i criteri di ammissibilità abbassando la soglia di partecipazione al programma di ricollocamento, facendo sì che includa altre nazionalità bisognose di protezione. Attualmente, solo i richiedenti asilo di nazionalità con un tasso medio di riconoscimento pari o superiore al 75% a livello europeo sono ammissibili per il ricollocamento. Sulla base degli ultimi dati europei disponibili, questa soglia esclude, ad esempio, gli iracheni, che precedentemente superavano la soglia ma il cui tasso medio di riconoscimento è ora sceso al 73%.

L’Unhcr continua a sostenere gli Stati partecipanti, la Commissione e le agenzie dell’Ue affinché lo schema venga pienamente attuato. È necessario che gli sforzi collettivi portino risultati significativi, in linea con gli impegni presi un anno fa e a beneficio delle persone che necessitano di protezione internazionale.

Da cartadiroma

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