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Firenze, il segretario Raffaele Lorusso all’assemblea dell’Assostampa: «Sostegno pubblico solo a chi rispetta i contratti»

 
Inclusione, occupazione, innovazione, attenzione ai processi di concentrazione e fusione in corso. Queste le parole chiave usate dal segretario generale Raffaele Lorusso nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’Associazione Stampa Toscana svoltasi a Firenze alla presenza, tra gli altri, del presidente dell’Ast, Sandro Bennucci, del direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, e della vicepresidente della giunta regionale toscana, Monica Barni.

Il nuovo contratto di lavoro dovrà allargare la base occupazionale dei giornalisti con uno sforzo di innovazione che possa garantire l’inclusione di precari che con «percorsi contrattuali variegati possano ricondurli dentro gli istituti previdenziali». Questo uno dei temi toccati dal segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso nel corso del suo intervento all’assemblea dell’Associazione Stampa Toscana.

Rispondendo alle sollecitazioni del presidente dell’Ast, Sandro Bennucci, il segretario Lorusso si è poi soffermato anche sulla legge di riforma del settore dell’editoria al momento in discussione in Senato. «Serve – ha spiegato il segretario Fnsi – legare il sostegno pubblico al rispetto del contratto di lavoro in tutte le sue parti, compresala parte sul lavoro autonomo».

Mentre, ragionando sulle ultime novità che stanno attraversano il mondo dell’editoria negli ultimi mesi, Lorusso ha osservato che «servono certezze sui processi di concentrazione e fusione, sia per quanto riguarda i livelli occupazionali, sia per quanto riguarda l’autonomia delle testate: sono in gioco non solo i posti di lavoro ma anche il pluralismo dell’informazione».

Infine Lorusso si è soffermato sulla questione delle cosiddette “querele temerarie”, nei confronti delle quali «sarebbe sufficiente – ha spiegato – recepire l’orientamento della Corte europea dei diritti dell’uomo laddove l’autore di una querela temeraria è tenuto a pagare una certa cifra nel caso in cui le sue accuse vengano ritenute infondate».  Così come dovrebbe essere introdotta nel codice penale una «aggravante di minaccia al diritto di cronaca», ha aggiunto il segretario generale della Fnsi.

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