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Renzi secondo Ainis

 

La Turchia contro Erdogan, titola Repubblica, “il governo accusa l’Is e bombarda i curdi”. Ad Ankara i familiari e i compagni che portavano fuori per le vittime, sono stati caricati dalla polizia anti sommossa; un centinaio gli arresti. Il primo novembre si vota ed Erdogan vuole un plebiscito per combattere -dice- gli opposti estremismi che dividono il paese: i kamikaze di Ankara e il PKK di Öcalan. Però gli islamisti li ha aiutati ed armati – ci sono le prove- mentre la tregua con il PKK l’ha rotta lui, a freddo. Dice a Repubblica il Nobel Orhan Pamuk: “É la nazione intera oggi a capire il suo calcolo. Prima, non ha voluto far parte della coalizione internazionale che combatte il Califfato Islamico. Poi, ha accettato di fare quello che gli chiedevano gli americani: però, insieme al Califfato, si è messo a bombardare i curdi”.

Erdogan gioca sul filo della guerra civile, dice al Corriere Ali Kenanoglu. esponente del partito curdo (e non solo) che con il suo 14% gli ha fatto perdere le elezioni “Pur di mantenere il potere è disposto a veder correre il sangue. La minaccia cresce dal giugno scorso: le bombe al nostro comizio a Dyarbakir, le squadracce nazionaliste contro le nostre sedi, la strage di pacifisti a Soruc, la carneficina di sabato sulla piazza della stazione. Tutto collegato. Da voi si chiamava strategia delle tensione”. E la Turchia confina con Siria e Iraq, cioè con il Daesh, miccia della terza guerra mondiale, in Turchia, 2 milioni di profughi. Cosa serve per capire che in Turchia è in gioco la nostra democrazia?

Matteo Renzi parla d’altro. Forse per non fare gaffes e poi ci sono i conti che non tornano. Gli imprenditori investano poco, comprare BOT e PTP rende di più -dice il sole 24 ore- che puntare sul mattone. Ecco che Matteo promette nuovi sgravi, tagli mirabolanti delle tasse. Anche se Federico Fubini, Corriere, vede “crescere in Germania perplessità sulla manovra di Roma”. E poi Roma: Renzi corre da Fabio Fazio, e spiega che “si è retto il rapporto non tra Marino e il Pd, ma tra Marino e la città”. Diamanti, Repubblica, conferma. É vero, i sondaggi di qualche mese fa dicono che la maggioranza dei romani non considerava il suo sindaco all’altezza, certi errori, come l’inseguimento del Papa, hanno messo a nudo la sua fragilità. Però una parte del popolo di Roma ieri lo ha abbracciato in Campidoglio e oggi manifesterà al Nazareno. É gente vero, non solo un sondaggio, gente che perdona Marino perchè non vuol perdonare mafia capitale. Gente che contesta l’opportunismo fiabesco di Renzi. Varrà solo l’8 per cento questo popolo di Roma? Quanto basta per far perdere  comunque il Pd.

Il Pd ormai ridotto a un deserto, dice sul Fatto Massimo Cacciari ad Antonello Caporale “Non c’è passione, manca la cultura, la competenza. Il premier è autocentrato, ha tanta cura per sé e un corteo che lo segue. Spero vivamete che quel corteo possa trasformarsi in qualcosa di meglio. Ma la vedo dura”.  Renzi replica: Al tramonto, vincerò! Vero anche questo, Domani pomeriggio il Senato approverà la legge Renzi Boschi che riscrive la costituzione. Con i voti della minoranza Pd, di Verdini e del suo taxi, della famiglia Repetto-Bondi, di tre senatori amici del sindaco (già leghista) di Verona, Tosi. Scrive la Stampa che, con i numeri attuali nelle regioni, 55 dei 95 futuri senatori sarebbero Pd altri 5 alleati autonomisti. Quasi i 2/3. Un Senato ancora più sbilanciato della Camera eletta con il premio di maggioranza.

Guerra o pace? Né l’una, né l’altra: noi siamo per la guerra pacifica. Due Camere o una sola? Lasciamole agli altri queste soluzioni rozze; in Italia avremo una Camera e mezza. E da chi verrà eletto il nostro mezzo Senato? Dal popolo o dai consiglieri regionali? Risposta: lo eleggeranno i cittadini attraverso il Consiglio regionale. E il matrimonio gay? Niente da fare, però il Parlamento sta approvando le unioni matrimoniali. Meglio il parlamentarismo oppure il presidenzialismo? Meglio il presidenzialismo mascherato dentro un parlamentarismo taroccato”. Non l’ha scritto quel Corradino Mineo, che i droni di Renzi descrivono sul web come uno sconfitto disperato e con la bava alla bocca. É l’incipit del commento di Michele Ainis che appare oggi sulla prima pagina del Corriere. Da non perdere!

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