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Matteotti, un caso da ricordare

 

I generi letterari sono, nel nostro amato Paese,un genere letterario che ha conosciuto negli ultimi anni una particolare fortuna. In parte ciò deriva dal fatto che la nostra storia continua, malgrado la buona volontà degli studiosi, ad enumerare una serie di vicende di cui non si conoscono, magari dopo molti decenni, tutte le modalità che hanno caratterizzato gli episodi indicati. E in parte dal fatto che cinema e ormai televisioni sanno (e ne approfittano) che molti, moltissimi tra i loro spettatori amano quello che, con il termine anglosassone, si definisce come thriller e incoraggia l’interesse di chi fruisce dello spettacolo.

E quale mistero è ancora in piedi e tarda ad essere risolto dagli studiosi che pure hanno dedicato molti libri e saggi al problema? Di sicuro, l’assassinio novantuno anni fa  del leader veneto (di Fratta Polesine in provincia di  Rovigo) del Partito socialista unitario Giacomo Matteotti che è diventato nella storia nazionale il simbolo dell’antifascismo e quello che ha combattuto senza fermarsi neppure di fronte alla morte contro la corruzione che non è arrivata certo negli ultimi anni ma che ha percorso, come un filo nero ininterrotto, tutta la storia  postunitaria (per non parlare di quello che era accaduto negli stati preunitari che avevano preceduto il nuovo Stato). Ora è certo che, ma lo si disse anche allora, che il mandante dell’omicidio fu il presidente del Consiglio,  il romagnolo ex socialista Benito Mussolini, per mettere a tacere le denunce sulle tangenti che Matteotti aveva già fatto alla Camera dei deputati e che aveva intenzione di fare ancora. Speculazioni edilizie, concessioni pubbliche, appalti che riguardavano le case da gioco, il commercio   delle armi e i trasporti pubblici e privati. E, in aggiunta a quelle, i conflitti di interesse come quelli che riguarda vano Costanzo Ciano, padre del futuro ministro degli Esteri fascista Galeazzo, che, non a caso,nella sua città,   Livorno, veniva chiamato addirittura Ganascia.

In particolare, i dossier dell’inchiesta giudiziaria su Matteotti contenevano il nome di Arnaldo Mussolini, fratello di Benito e suo consigliere importante(lo era stato nella vicenda del figlio segreto Albino e della madre Ida Dalser). Nel giugno 1924 c’era anche l’ombra dell’affare Sinclair Oil,  la compagnia petrolifera ame ricana che aveva appena ottenuto l’esclusiva per 90 anni per la ricerca e lo sfruttamento di tutti i giacimenti trovati e ritrovabili nel territorio italiano. Si scopre che il giornalista Filippo Filippelli è il “noleggiatore” dell’au to usata per il rapimento di Matteotti da parte dello squadrista Amerigo Dumini e dei suoi picchiatori, molto vicino Dumini ad Arnaldo Mussolini e pagato in anticipo per la bisogna. Matteotti andò proprio in quei giorni a Londra per parlare con i dirigenti del partito laburista con i quali il Partito socialista unitario aveva rapporti molto stretti e anche per spiegare come e perché si era arrivati alla scelta di una compagnia americana piutto sto che di quella di proprietà del governo inglese con la quale c’erano pure state trattative.

Ma Matteotti non ebbe il tempo di parlare alla Camera del suo viaggio perché il 10 giugno fu aggredito al centro di Roma, non lontano dalla Camera, caricato su un’auto e accoltellato a morte. Il suo corpo fu portato nella campagna romana e abbandonato: ritrovato soltanto due mesi dopo, nell’agosto successivo. A gennaio Mussolini si sarebbe presentato alla Camera per dire:” Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere.”  E, subito dopo, decide e attua misure di polizia di fronte a cui pone parlamento e paese trasformando lo stato monarchico e liberale in una dittatura personale, con la complicità di Vittorio Emanuele III, degli industriali e dei grandi proprietari agrari e i mezzi di comunicazione in un mezzo al servizio di quella dittatura.  Per queste ragioni l’anniversario non si può dimenticare e occorrerebbe far conoscere alle nuove generazioni che è successo in quell’estate di tanti anni fa.

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