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Azerbaigian, 7 anni e mezzo di carcere a giornalista

 

Il 1° settembre un tribunale della capitale Baku ha condannato Khadija Ismayilova, giornalista d’inchiesta di Radio Free Europe, a sette anni e mezzo di carcere per le accuse inventate di frode, impresa illegale, evasione fiscale e abuso d’ufficio. Secondo l’avvocato di Khadija Ismayilova, la pubblica accusa non è riuscita a fornire alcuna prova a sostegno delle accuse. A parenti e colleghi della giornalista è stato costantemente impedito di seguire il processo, cui hanno potuto assistere solo alcuni diplomatici.

La condanna della giornalista, vincitrice di premi internazionali, arriva a due settimane di distanza da quella dei coniugi Leyla e Arif Yunus rispettivamente a otto anni e mezzo e a sette anni di carcere. “Questo ennesimo processo iniquo basato su accuse inventate è un’ulteriore esempio della brutale repressione avviata dal governo dell’Azerbaigian nei confronti di attivisti politici, giornalisti, difensori dei diritti umani: in poche parole, contro chiunque osi esprimere critiche al governo” – ha dichiarato Denis Krivosheev, vicedirettore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

“Attraverso l’adozione di leggi draconiane e la loro aggressiva applicazione, le autorità azere hanno criminalizzato la libertà di parola e di associazione. In questo modo, tentano di seminare paura nella società civile” – ha commentato Krivosheev.

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