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Grecia. Tsipras, la UE ci aiuti sui migranti

 

ATENE – Un enorme afflusso di migranti e rifugiati ha “superato” le capacità della Grecia, Paese in preda a una pesante crisi economica, che ha bisogno dell’aiuto dell’Unione Europea per gestire questa crisi. Lo ha annunciato il primo ministro di Atene, Alexis Tsipras, che ha comunque annunciato una serie di misure in materia.

“Questo problema va oltre di noi. La Grecia è un Paese in crisi economica e fronteggia una grave crisi umanitaria all’interno di un’altra crisi”, ha ricordato il capo del governo.

Pur con le puntualizzazioni legate alla crisi economica, Tsipras ha promesso misure per migliorare strutture e procedure di accoglienza dei flussi crescenti di migranti e rifugiati.Si è impegnato ad assumere provvedimenti per “migliorare le infrastutture di ospitalità (…)” nel Paese ellenico, “accelerare le procedure di identificazione” dei nuovi arrivati e il loro trasferimento nelle isole del Mar Egeo o il loro trasferimento dalla Turchia verso il continente.

Il primo ministro incaricherà inoltre uno dei suoi collaboratori, il ministro dello stato Alekos Flambouraris, di guidare un organismo per il “coordinamento” di tutte le azioni sulle questioni di immigrazione, in raccordo con il ministero dell’Immigrazione.Una delle sfide, in particolare, è una più oculata gestione dei fondi europei che la Grecia riceve per la sorveglianza delle sue frontiere e la presa in consegna dei migranti e non perderli per assenza di iniziative, ha riconosciuto il primo ministro. Non ha però presentato obiettivi legati a cifre o scadenza.Il rappresentante dell’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha duramente criticato le lacune dello stato greco nella presa in carico dei migranti e dei rifugiati che sbarcano in massa sulle isole greche provenienti dalla Turchia. L’Unhcr ha in particolare invitato il governo di Atene a “designare un’unica autorità per coordinare” le sue politiche. Tsipras, invece, ha nuovamente lanciato un appello alla solidarietà europea: “E’ un problema internazionale, un problema europeo (…). La solidarietà europea non può essere sulla carta”. Ha poi chiamato in causa alcuni Paesi dell’Ue, che rifiutano “il principio della solidarietà” sulla questione migratoria.

Da dazebao

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