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Taranto:  l’ottavo decreto salva – ilva  e l’altoforno 2 non si spegne più

 

A giugno moriva Alessandro Morricella… E il 3 luglio il governo provvedeva a scrivere l’ottava pagina salva-Ilva, l’ottavo decreto che in buona sostanza salverebbe i 15.000 posti di lavoro nello stabilimento in cui Alessandro  per un getto di ghisa, avvolto tra le fiamme, moriva.  Il governo convocava  una  riunione lampo del consiglio dei ministri quando l’Altoforno 2 si spegneva ,  mettendo a rischio l’intera tenuta dello stabilimento siderurgico,  decidendo così di salvare sempre e solo il lavoro.

Per la magistratura, dalla   voce dell’Anm , Associazione Nazionale Magistrati,il giudizio è pesante sul decreto con cui il governo ha letteralmente scavalcato il sequestro della Procura di Taranto, permettendo a Ilva  di utilizzare l’Altoforno 2, proprio lui, l’Altoforno in cui Alessandro moriva a giugno…nello stabilimento più importante per il nostro Paese, che tanto importante diventa da far emettere un ottavo decreto in una caldissima giornata di luglio.

Questa scelta  crea un’ulteriore contrapposizione tra potere giudiziario e potere legislativo sulla base di una evidente e più volte dimostrata priorità di quest’ultimo verso la tutela  delle risorse economiche rispetto ad altri diritti.  Si verificherebbe dunque una pericolosa spaccatura tra i due poteri dello Stato,  perche per Ilva più volte   governo e ministeri si sono impegnati per trovare soluzioni salvifiche.

Anche il neo governatore Emiliano  ha evidenziato come “utilizzare decreti legge nel corso di un processo penale sia scelta costituzionalmente forte” e nei giorni scorsi aveva già dichiarato che  “una fabbrica che uccide, non può che essere chiusa”.

I commissari dell’Ilva Piero Gudi , Corrado Carrubba ed Enrico Laghi  avevano chiesto, tramite l’ufficio legale, proprio nei giorni scorsi,  una proroga ai pm allo scopo di far ritardare lo spegnimento dell’Altoforno 2. Nel tempo concesso avrebbero messo a punto misure di sicurezza per chiedere la revoca del sequestro.

Se non fosse arrivato il decreto, l’ottavo della serie, per Ilva sarebbe iniziato un lento ma inesorabile processo di chiusura anche dell’Altoforno 4. E invece nulla si ferma, nulla si chiude, e a niente servono le fiaccolate che nessuno vede, le grida di aiuto che si alzano dai comitati e dalle associazioni ambientaliste che si battono da anni. Il governo ha salvato i posti di lavoro, nell’industria che inquina da anni, che avvelena ancora la città ed i suoi abitanti, in cui si muore per lavorare, come i mille Alessandro che li dentro ci hanno lasciato le speranze.

La notte scende sulla città, e dallo stabilimento le fiammate dell’acciaieria ricordano a tutti che qui, ancora una volta, il governo ha scelto Ilva e i suoi posti di lavoro, ha scelto la produzione e non la vita, ha scelto …senza chiedere a tutti noi se davvero tutto questo era quello che volevamo per i figli di questa terra.

(foto Vincenzo Aiello)

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