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Napoléon le petit!

 

“Renzi avverte”, scrive la Stampa, “niente assunzioni”. “Centomila ostaggi, titola il manifesto. “Vendetta sulla scuola”, il Fatto Quotidiano. Ho sentito a tarda sera il Presidente del Consiglio a Porta a Porta e non l’ho capito. Ha citato Lula: “quando una riforma in cui credi non è condivisa, fermati, ascolta e poi decidi”. Dunque è per questo che il premier ha deciso di convocare una conferenza sulla scuola nel mese di luglio? Sembrerebbe di sì. Poi però l’altra faccia del Giano Bifronte ,che sembra diventato il premier, dice a Bruno Vespa: “100mila assunzioni? Devo rinviarle per via dei 3mila emendamenti delle opposizioni”. “Non farò sanatorie”.
L’ordine del giorno Tocci. Eppure in commissione Cultura una maggioranza è pronta a votare oggi stesso un mandato al relatore per procedere subito con le stabilizzazioni degli insegnanti promesse dal governo. Eppure la gran parte di quelle assunzioni non è un dono regale ma serve a coprire posti già vacanti dell’organico di diritto e per il sostegno. Eppure il governo si sottrarrebbe ai suoi doveri -commetterebbe un abuso sulla scuola- se non procedesse, almeno, a reintegrare gli organici. In serata arrivano i tweet della senatrice Puglisi, relatrice del provvedimento, e del senatore Marcucci, presidente della commissione cultura: la minoranza rinunci a ogni battaglia, voti compatta la riforma e in tre giorni approveremo legge e assunzioni. Se ascolto il merito è mio, se non assumo la colpa di Mineo e Tocci

Roma non vale una messa. Ancora più incomprensibile cosa voglia fare il governo su Mafia Capitale. Le opposizioni chiedono il voto a Roma perchè -dicono- il sindaco no, ma forze di maggioranza sono coinvolte nello scandalo. Ieri sera il premier ha chiesto consiglio al pubblico di Porta a Porta. Neppure Berlusconi era arrivato a tanto. Poi, l’avviso di sfratto: “il sindaco si guardi allo specchio e decida cosa fare”. Cioè? Io non lo dimetto ma lui si dimetta: #staiserenoIgnazio. Se fu Renzi a togliere di mano il campanello di Palazzo Chigi a Letta, secondo la retroscenista del Corriere, sarà Giachetti a insediarsi al Campidoglio al posto di Marino, Forse dopo la nomina a commissario del prefetto Gabrielli. Forse dopo la ripresa del dialogo con Berlusconi -ne parla il senatore La Torre al Corriere- per tenere lontano dal sacro colle il barbaro grillno. “Renzi è apparso contraddittorio e incerto”, constata Stefano Folli. Renzi si assolve e cerca capri espiatori.

E che dire delle primarie? Non ne vuole più sentire parlare, il premier. Dopo che hanno portato De Luca, prima in lista con il Pd, poi al governo della Campania ma in attesa di sospensione. Dopo che hanno scassato il partito in Liguria, selezionando, con irregolarità e voti di destra, un candidato perdente e che ha perso. Però, vorrei sapere da Renzi quale altro diritto abbia di governare, di spianare e di asfaltare, se non quello che gli deriva dall’aver vinto (solo) le primarie contro Cuperlo e Civati? Mi chiedo se la damnatio memoriae valga anche per quelle primarie. Oppure no, se vince Renzi è il popolo che lo vuole, se vince Casson è colpa delle primarie.

C’est un homme de moyenne taille, […] c’est un personnage puéril, théâtral et vain. […] Il fait rage, il touche à tout, il court après les projets; ne pouvant créer, il décrète; il cherche à donner le change sur sa nullité; c’est le mouvement perpétuel; mais, hélas ! cette roue tourne à vide..  Mi scusi il lettore, ma ieri seguendo a Porta a Porta il segretario del partito nelle cui liste sono stato eletto senatore, vedendo così a suo agio accanto a Vespa il presidente del Consiglio del Paese che amo e che è il mio, mi sono venute in mente quelle frasi, amare, dedicate da un grande scrittore alla mediocrità del potere!

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