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Migranti, aumentano i rimpatri volontari assistiti

 

Il ricorso alla misura è in crescita: si è passati da 228 persone accompagnate al ritorno nel proprio paese d’origine nel 2009 ai 2 mila previsti entro giugno 2015. In tutto sono state 3.219 le persone che in questi anni ne hanno usufruito. Il motivo più diffuso è la mancanza di lavoro

 

ROMA – Negli ultimi anni, il ritorno volontario nel paese d’origine è un’opzione a cui sempre più migranti hanno fatto ricorso. Si è passati, infatti, da 228 persone accompagnate al ritorno nel 2009 ai 2.000 previsti entro giugno 2015. In tutto sono state 3.219 le persone che in questi anni (dal 2009 al 2015) hanno usufruito della misura che aiuta i migranti a ritornare e reintegrarsi nel proprio paese di origine. Lo dice il rapporto “Il ritorno volontario assistito, la rete e i progetti”, presentato oggi a Roma in un convegno organizzato in conclusione del primo ciclo di programmazione del Fondo Solidarietà e Gestione dei Flussi Migratori, che ha portato alla costruzione di un sistema per l’attuazione del Ritorno volontario assistito (Rva). Promosso dal Consorzio Nazionale Idee in Rete, in partenariato con il Cir (Consiglio Italiano per i Rifugiati), Gea cooperativa sociale, Oxfam Italia, Cnoas (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali) e Fondazione Ismu, il convegno ha l’obiettivo di fare un primo bilancio del Fondo Europeo Rimpatri e del ruolo giocato dalla Rete Italiana per il ritorno volontario assistito nell’informazione sulla misura, nella creazione delle condizioni di accesso ai programmi di ritorno e nella costruzione di una cultura sul tema.

Fonte: Rapporto “Il ritorno volontario assistito, la rete e i progetti”
Grafico - Immigrazione ritorno volontario assistito dati rimpatri

Stando ai dati il ricorso al rimpatrio assistito è aumentato. Questo, secondo le organizzazioni che hanno realizzato il report, è dovuto sia a maggior conoscenza dei servizi offerti dai programmi di ritorno, sia alla perdurante congiuntura economica sfavorevole che impedisce la realizzazione/prosecuzione del proprio progetto migratorio in Italia. Secondo i dati Istat, infatti, con continuità dal 2009, sono circa 200 mila i migranti iscritti all’anagrafe che si cancellano mediamente all’anno. In particolare 182.417 cancellazioni anagrafiche verso l’estero nel 2009, 208.199 nel 2010 e 142.455 nel 2011, con un’ipotesi di 190.000 per l’intero anno 2012 e di circa 200.000 cancellazione per il 2013.

Grafico - Immigrazione ritorno volontario assistito, dati motivi di ritorno

Per quanto riguarda i rimpatri seguiti negli ultimi anni: nel 62 per cento dei casi riguardano gli uomini. Il 65 per cento ha ricevuto un supporto alla reintegrazione sociale e lavorativa. I migranti rimpatriati provengono in tutto da 86 paesi terzi, ma la metà è originario di Ecuador (542), Perù (321), Tunisia (280) Marocco (239) e Brasile (204). Le regioni italiane con un maggior numero di partenze sono Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. La perdita del lavoro senza possibilità di ulteriore occupazione da parte di migranti con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro è la condizione più diffusa dei migranti che accedono al rimpatrio volontario assistito.

Da redattoresociale.it

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