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Scontro o tregua? Caffè del 15

 

Scontro sulla scuola, scrive Repubblica. La Stampa “Scrutini o sarete precettati”, parola di Garante. L’opinione pubblica non sembra tuttavia convinta che siano proprio gli insegnanti la zavorra che tarpa le ali dell’Italia. Piuttosto indigna – dice Mattarella “la corruzione diffusa” – Corriere – che rivela “una concezione rapinatoria della vita”. E la “politica – sempre Mattarella – non ha senso se non combatte esclusioni e disuguaglianze”. Ecco che dopo i consigli al premier di Ilvo Diamanti, “Non sparate sulla scuola”, oggi Francesco Merlo – sempre Repubblica – definisce “la minaccia di precettare gli insegnanti, un oltraggio alla scuola pubblica”. E sfotte la riforma: “il preside rischia di diventare un capetto improvvisato nel paese degli Schettino con il potere (clientelare?) di assumere docenti per cooptazione e di premiare il merito”. E che fine farebbero “quei geni della ministra Giannini e del sottosegretario Faraone”, se anche nel governo si pagassero di più i più bravi?

Ritirata? Sarò smentito e insultato – che novità !- perchè il capo “non dorme mai, riposa”, “non tergiversa, va avanti”, tuttavia odo suonare dalla tolda di comando quelle note strane che sembrano annunciare un momentaneo addio alle armi. Solo fino al voto, s’intende! La Stampa: “Pensioni il premier perde tempo”. Perché, dopo la sentenza della consulta – lo rivela il Giornale – si starebbe facendo strada l’ipotesi di eliminare del tutto il sistema retributivo. Sarebbe un massacro per molte pensioni, meglio rinviare! “Slitta (anche) la riforma della Rai, nuovo CdA nominato con la Gasparri”, prevede Repubblica. Nel cassetto, secondo il Fatto, finirebbe anche il disegno di legge sulle Unioni civili: “Stop in Senato, il testo va già in vacanza”. Mentre la Stampa vede “Pontieri del governo al lavoro per un’intesa con la CGIL”.

Emiliano e Zaia dominano. Secondo Pagnoncelli e il Corriere. Emiliano, accreditato di quasi il 50%, grazie allo scontro Fitto Berlusconi, Zaia con 10 punti di vantaggio su Moretti Lady Like. Il VietNam del governo saranno, dunque, la Campania, con Bindi e Antimafia – scrive il Corriere – che vorrebebro “vagliare” prima del voto “i candidati impresentabili”, e la Liguria, dove nemmeno il vice presidente di Burlando voterà per la Paita, pupilla di Burlando. “Faro il voto disgiunto -dice a Repubblica Montaldo – voterò Pastorino Presidente e poi le liste PD. “La vera incognita – scrive però Franco sul Corriere – è se la questione delle pensioni, abbinata ai problemi della scuola e alle liti nei partiti, finirà per fare impennare l’astensionismo. Sarebbe la sconfitta di governo e opposizione; e la vittoria di una rischiosa «democrazia senza elettori»

Decisionismo senza fiducia. Il fatto è che la famosa “democrazia esecutiva” di Matteo Renzi rischia di sgretolarsi come un castello di carte se tarda ad arrivare la ripresa, e con la ripresa la fiducia. Il debito italiano è di 2.184 miliardi scrive Franco. Vuol dire che l’Europa del rigore ottuso, a salda guida tedesca ci starà addosso come un cane mastino, dopo aver sbranato la povera Grecia. Dunque ripresa o no? Mario Draghi ha tenuto ieri una lezione per il Fondo Monetario Internazionale  che il Sole24Ore riassume così: “Il QE taglia i tassi per famiglie e imprese”. Purtroppo Financial Times e gli stessi editorialisti del Sole raccontano, invece, un Draghi molto preoccupato. Se il mare di euro stampati dalla BCE non dovesse finire alle famiglie per spendere, e alle imprese per investire e assumere, quel mare di denaro foraggerà la speculazione finanziaria, dunque una nuova bolla speculativa, che scoppierà. Peggio. Una ripresina con deflazione (+0,3% del PIL, -0,1% i prezzi) farà  crescere “instabilità finanziara e disuguaglianze”, e metterà a rischio tenuta sociale, politica e democrazia nell’area dell’Euro.

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