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“Chi controlla il controllore?” Dal gruppo facebook “trasparenza siti web PA” una lettera all’Autorità Nazionale Anticorruzione

 

Su iniziativa del gruppo facebook trasparenza siti web PA in data 4 maggio 2015 è stata inoltrata un’istanza di accesso civico all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Laura Strano, fondatrice del gruppo, spiega in sintesi l’iniziativa scaturita dalla collaborazione all’interno del gruppo facebook in 4 punti.

1) Autorità e autorevolezza. L’iniziativa è di stimolo all’azione dell’ANAC che è un’Autorità ma per essere tale deve essere anche autorevole.  Il dott. Cantone ha bisogno del supporto dei cittadini, ci sono molte resistenze specialmente a livello politico quando si tratta di trasparenza e invece sul tema non si può più tornare indietro. L’Autorità deve essere incisiva e pressante nei confronti degli enti inadempienti,  deve perciò trasparente per definizione e rendicontare il proprio operato.

2) L’ANAC deve pubblicare l’elenco dei nominativi dei titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, che non pubblicano quanto previsto dalla normativa, (ad esempio le spese per missioni) l’elenco degli enti sanzionati e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie erogate, i provvedimenti assunti a seguito delle segnalazioni dei cittadini o anche d’ufficio, consistenti in segnalazioni agli uffici di disciplina, ai vertici politici delle amministrazioni, agli OIV e alla Corte dei Conti. L’ANAC  ha inoltre scelto con proprio regolamento di recepire le disposizioni del decreto e quindi deve pubblicare in primis per fungere da esempio e valorizzare la normativa.

3) Se molte amministrazioni continuano a disattendere la normativa e altre riescono ad essere trasparenti,  per le prime non si tratta di soli problemi “tecnici” e ciò determina un divario tra cittadini di serie A e  cittadini di serie B. Perché quando le amministrazioni non sono trasparenti il costo lo paghiamo noi cittadini, e lo paga chi opera all’interno della stessa pubblica amministrazione.

4) Purtroppo in Italia è difficile far rispettare le norme, e le sanzioni soprattutto nei confronti della pubblica amministrazione sono blande e i procedimenti sanzionatori lunghi. Ci vuole Autorità e autorevolezza. Siamo stufi di norme disapplicate, inutili convegni ,  circolari e direttive. La legge si applica e chi non la applica va sanzionato.

L’ANAC deve appropriarsi di questo potere non lasciando alcun margine di discrezionalità ai vari enti perché significherebbe svuotare di significato la normativa, con il rischio di alimentare la sfiducia  dei cittadini che credono in una possibile svolta grazie all’applicazione delle norme che regolano la trasparenza e consentono di superare la cultura che vede la pubblica amministrazione come strumento di potere e non di servizio.

Chi sono i firmatari dell’iniziativa oltre lei?

Gli altri coamministratori del gruppo e tanti amici del gruppo, che rappresentano il tessuto sociale come docenti,  dirigenti, impiegati, cultori del diritto, operatori del sociale, comunicatori ma soprattutto semplici cittadini.

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