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Immigrati, Ue: “Operazione militare per colpire i trafficanti nel Mediterraneo”

 

I dettagli del piano in dieci punti elaborato dalla Commissione europea, “prima risposta alla tragedia del Canale di Sicilia”. La portavoce Bertaud: “L’Unhcr aveva chiesto 130 mila posti per i rifugiati siriani, ma siamo a 36 mila offerti dall’Ue, il numero più grande nella storia”

BRUXELLES – “Si pensa a un’operazione militare per colpire i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo“. È emerso oggi durante la conferenza stampa della Commissione europea  che ha spiegato le basi da cui si partirà per trovare soluzioni immediate durante il vertice straordinario sull’immigrazione di giovedì pomeriggio. “L’operazione può essere militare e civile”, ha continuato la portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud, spiegando uno dei punti approvati dal Consiglio affari esteri in Lussemburgo, quello che indica la distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti.  L’esempio indicato dalla Commissione europea è quello dell’operazione Atalanta che è, infatti, un’operazione diplomatico-militare anti pirateria.

Il piano di dieci punti – le ha fatto eco l’altro portavoce, Margheritis Schinas – rappresenta la prima risposta dell’Unione europea alla tragedia del Canale di Sicilia, ma contiene solo alcune parti di quella che sarà una risposta globale per affrontare il problema del Mediterraneo. Inoltre, l’Ue ha già anticipato da luglio a metà maggio il lancio dell’agenda per agire più in fretta possibile”.  È stato sottolineato che un Summit europeo organizzato in due giorni non può avere un’agenda elaborata, ma è necessario affrontarlo per poter dare una risposta immediata. “Il team Juncker – ha ricordato Schinas – ha lavorato sin dal primo giorno in cui si è insediata per preparare l’agenda sulla migrazione. L’agenda sulla migrazione rappresenta la risposta globale”.

Dalla conferenza stampa è emerso che “l’apporto finanziario a Triton sarà raddoppiato”, ma non è ancora chiaro su quali basi e se sarà raddoppiato nella sua totalità o annualmente.

“L’ Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) – ha ammesso Bertaud rispondendo una domanda – aveva chiesto 130 mila posti per i rifugiati siriani, ma siamo a 36 mila offerti dall’Ue, che non risponde al bisogno totale, ma è il numero più grande offerto dall’Ue nella storia”. “È il momento della decisione e della solidarietà europea”, ha sottolineato Schinas. (Giovanni de Paola)

Da redattoresociale.it

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