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Gli arcani del protocollo Farfalla

 

In questa legislatura, la XVII della repubblica, sono avvenuti 350 cambi di partito o, come si usa dire, di casacca che hanno coinvolto 180 parlamentari tra Camera e Senato e, nell’ordine, hanno significato per Forza Italia la perdita di 28 parlamentari, per Scelta Civica 23, per il Movimento Cinque Stelle 18 e per Sel 11. A dimostrazione di una cosa evidente a tutti gli osservatori a qualsiasi partito o costellazione politico-ideologica appartengano. L’ultimo caso è quello di Michele Davico, passato in un primo tempo dalla Lega Nord a GAL e ora all’Italia dei Valori che a palazzo Madama non aveva nessun rappresentante.  Mentre, insomma, la fine dei partiti storici- avvenuta ormai all’inizio degli anni Novanta- non sembra aver prodotto, soprattutto in certe zone dello schieramento parlamentare, aggregazioni di una certa saldezza ma adesioni effimere, pronte a sfaldarsi di fronte alla più flebile ondata di vento, e così basta poco a convincere il singolo parlamentare a lasciare la nuova casa e a metter si in una posizione giudicata più idonea ad affrontare le prossime e per  ora non prevedibili elezioni politiche.

Questo accresce il senso di provvisorietà che caratterizza di recente la vita parlamentare e rende ancor più pallidi i contorni di alcune forze politiche che pure erano nate con grande ambizione e a volte con una fisionomia ideologica, se non culturale. L’aspetto più negativo di questa mutevole e provvisoria situazione riguarda, a mio avviso, la scarsa attenzione che si porta a questioni di notevole importanza quali sono gli arcana imperi, come si diceva una volta, e che pure influiscono in maniera notevole su aspetti importanti di una merce divenuta negli ultimi anni di importanza primaria e che si può definire come scambio di alcuni generi di informazioni.

Informazioni come ad esempio quelle “contenute negli archivi” tra l’amministrazione delle carceri (il Diparti mento per l’attività penitenziaria) e il Servizio di sicurezza segreto civile (AISI). L’ultimo, siglato nel 2010 e rivelato, quattro anni dopo, nella Commissione parlamentare antimafia . Si tratta di un passepartout universale  che consegna agli agenti dei servizi segreti le chiavi di un immenso  patrimonio informativo senza alcun limi te e controllo.

Un accordo riservato che esclude la magi stratura inquirente che va tenuta all’oscuro da ogni attività dei Servizi nelle carceri. Un protocollo riservato applicato tra i primi ad un boss di mafia testimone nel processo di Palermo sulla Trattativa. Ad aver siglato la Convenzione sono stati il generale Giuseppe Piccirillo-ex direttore dell’AISI- e Franco Ionta – ex numero 1 del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Era il 10 giugno del 2010. Ecco l’inizio dell’accordo: ” Le parti si impegnano a realizzare un costante scambio informativo per lo svolgimento, in collaborazione, di attività istituzionali dei contraenti nonché per favorire  la ricerca informativa nei settori di competenza e lo scambio delle informazioni in proprio possesso.”

La base giuridica della Convenzione è la legge di riforma dei servizi del 2007. Ma il punto 8 disegna un’assoluta esclusività di questo accordo: “Ciascuna delle parti  si impegna a non trasmettere a terzi né a divulgare le in formazioni e i documenti di cui sopra senza il consenso preventivo dell’altra parte.” E’ un diritto di veto che tutela soprattutto i Servizi, tenendo all’oscuro la magi stratura o una commissione parlamentare su quello che succede nelle carceri e sul flusso informativo che parte da essa. L’accordo tra il DAP e l’AISY viene rivelato nel gennaio 2014 in Commissione Antimafia in un confronto con la presidente della Commissione Rosy Bindi. Il Presidente dice:” Vorremmo averne una copia”. Il direttore delle carceri Giovanni Tamburino risponde:” Attore della Convenzione non è soltanto il DAP ma anche l’AISI.” Presidente.” Lo chiederemo anche all’AISI la settimana prossima ma credo che sia importante acquisire la sua disponibilità che peraltro non ci può essere negata.” Tamburino: “Non devo offrire nessuna disponibilità che non deve essere negata. Dicevo solo che, essendo la controparte pubblica,l’AISI,…”.Presidente “..ritiene che sia scontato che l’avremo. La ringraziamo.”

Ma a quali detenuti è stata applicata la Convenzione ? Secondo Tamburino a non più di sei aggiungendo che “nessuno di questi casi poteva riguardare casi di eversione interna o di criminalità interna.” Secondo la procura di Palermo è stato applicato nel 2012  a Rosario Cattafi, boss al 41 bis e trait d’union tra la mafia,im prenditori e pezzi dello Stato. Non si sa peraltro che il caso di Cattafi sia stato l’unico in cui il protocollo è stato applicato o ce ne siano stati altri. Né altro di più chiaro e preciso si è appreso su altre operazioni che pure sono avvenute e da cui la magistratura è automaticamente esclusa.

C’è da chiedersi se questi non configuri la violazione di importanti principi costituzionali che una Convenzione come questa non dovrebbe poter tranquillamente bypassare.

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