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Contro la corruzione, finalmente

 

L’assessore comunale alla legalità, già pubblico ministero  a Palermo, sta per varare il suo piano contro la corruzione. Il suo obiettivo è quello di ridimensionare il grande  potere dei dirigenti. Uno degli strumenti è l’auto -certificazione con cui ciascun dirigente dovrà comunica re all’amministrazione il proprio stato patrimoniale e chiarire eventuali  conflitti di interesse con società e propri contraenti.

L’assessore alla Legalità del comune di Roma, Alfonso Sabella-ex  pm antimafia a Palermo noto anche come “cacciatore di mafiosi” per aver arrestato decine di latitanti che causarono la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sta per varare il suo piano anticorruzione. Il suo obiettivo è quello di limitare l’enorme  potere dei dirigenti. Uno degli strumenti  è l’autocertificazione con cui ciascun dirigente dovrà comunicare all’amministrazione il proprio stato patrimoniale e chiarire eventuali conflitti di interesse con società contraenti con Roma Capitale.

Un altro è il piano di rotazione dei dirigenti: “E’ impensabile che un funzionario stia per tutta la durata del proprio incarico nello stesso Dipartimento” aggiunge Sabella, nominato assessore dopo lo scandalo di Mafia Capitale.

A domanda del giornalista che lo intervista, l’assessore  risponde: “Ci sono meno strumenti investigativi ma più poteri di intervento. Ora mi sento più vicino ai problemi concreti della gente.”
Gli chiede ancora il giornalista:” Lei ha anche la delega al litorale di Ostia?” E Sabella risponde:” Da amministratore ho potuto aprire i varchi per permettere l’accesso alle spiagge libere ai romani. Da magistrato non avrei potuto farlo. Mi sarei fermato agli accertamenti di regolarità e di legittimità”. E ancora l’intervistatore gli chiede:” Lei sostiene che  i burocrati siano più corrotti dei politici. Perchè?” E Sabella risponde:” Perché il potere è concretamente nelle loro mani. L’unico momento in cui un politico può gestire direttamente i fondi è durante le cosiddette manovre di aula, quando è nella facoltà di indirizzare un determinato flusso di denaro verso chi vuole.” “Come se ne esce? gli chiede ancora il giornalista e lui ribatte. “Scegliendo una classe dirigente autonoma dalla politica e investendo nella formazione. Se si formano dirigenti capaci di elaborare gli atti amministrativi con criteri oggettivi si elima o comunque si limita molto il potere discrezionale.” “Lei sta lavorando al piano anticorruzione del Comune di Roma. Può anticipare qualche novità? “Uno dei temi caldi è l’introduzione dell’auto certificazione. Chiediamo ai nostri dirigenti amministrativi la stessa trasparenza che chiediamo ai politici. Vogliamo sapere, oltre alla propria certificazione patrimoniale, se un dirigente ha avuto vantaggi da società che lavorano con il Comune di Roma. Per la salvaguardia dell’integrità dell’azione amministrativa dovranno certificare potenziali conflitti di interesse. ” “Sulla rotazione dei dirigenti-chiede il giornalista-a che punto siete?” E Sabella risponde:” Abbiamo elaborato un prospetto dettagliato che individua la tipologia di incarico e la funzione del personale amministrativo. In questa mappa  c’è la posizione attuale e la destinazione.

Per esempio, se un dirigente si è occupato di manutenzione edilizia scolastica all’interno di un Dipartimento, non potrà più occuparsene in futuro né di scuola né di manutenzione edilizia scolastica. Solo in questo modo è possibile ridurre il rischio di creare situazioni di privilegio e quindi di corruzione…

E ho scoperto che l’ufficio del Comune che si occupa dell’abbattimento delle tasse, cioè quello che annulla le cartelle esattoriali  e in cui girano montagne di euro non era ritenuto un settore a rischio corruzione.” L’ultima domanda è anche, dal nostro punto di vista, la più interessante.” Come si è alimentata la storia di Mafia Capitale?”E l’ex magistrato risponde: “Attraverso la fragilità dell’amministrazione, riuscendo a decidere la nomina e gli spostamenti di alcuni dirigenti oppure incidendo nelle fasi più delicate dall’attività politica del Comune come l’approvazione del bilancio. Il reale problema che non riguarda solo Roma ma anche tutte le grandi città che gestiscono tanto denaro pubblico è la corruzione.

O meglio, la distorsione dei pubblici poteri asserviti all’interesse dei privati. E’ questo il terreno di coltura di queste nuove mafie. Soltanto con la lotta alla corruzione, riportando la presenza dello Stato con le sue regole, possiamo impedire   a cupole come quella di Carminati di nascere.”

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