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Camusso-Landini, la commedia degli equivoci? Sussurri e grida dei media

 

Di Alessandro Cardulli

Ecco là in prima pagina, titolo di apertura “La Cgil gela Landini”. Passi all’interno e leggi “Gelo Cgil: si muove da solo”. Questo è Repubblica. Nella domenicale “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, Landini viene interrogato come se fosse in un tribunale. Sapeva o non sapeva la Cgil della sua iniziativa? E lasciava capire che  le sue fonti avevano in serbo una notizia bomba, altrimenti la nostra Lucia, giornalista  navigata, non avrebbe tanto insistito. Il segretario generale della Fiom ripeteva più volte che tutto veniva fatto alla luce del sole, Cgil compresa, come nello stile di questo grande sindacato. Ma costei non era soddisfatta. Del resto, per tutta la trasmissione aveva fatto la gnorri, non capisco, si spieghi, anche la minoranza del Pd ha criticato la sua “coalizione sociale”, ricordava le parole sprezzanti, le “urla di Landini” richiamate dal capogruppo del Pd, Roberto Speranza. Ricordava che alcuni di coloro che hanno aderito hanno fatto marcia indietro. E poi la domanda che avrebbe dovuto apparire come intelligente, quella che mette alle corde l’avversario: la riunione con le associazioni  non ritiene che sia stata un flop? Ma che si fa una domanda del genere a chi quella riunione l’ha promossa? Lucia, giornalista navigata sa bene che la domanda è priva di senso. Landini avrebbe dovuto rispondere, ma sì è stata un flop, chiedo perdono? Certo che non l’avrebbe mai detto, anche se fosse stata un flop. E non lo è stata. Ma il punto era che questa parola “flop”, circolasse.

La strana nota del portavoce del segretario generale della Cgil

Forse non è un caso che dopo poco tempo, programma terminato, arriva una nota del portavoce di Susanna Camusso: “Né il segretario Susanna  Camusso, né la segreteria della Cgil erano a stati informati dell’iniziativa organizzata dalla Fiom per l’avvio di una ‘coalizione sociale’, né tantomeno hanno espresso appoggio”. Il comunicato diffuso dal portavoce faceva subito il giro delle agenzie, dei giornali, delle testate televisive. Così l’iniziativa della Fiom  veniva sminuita, Landini era una specie di millantatore.

Non spetta a noi entrare nel merito di quanto si dicono i dirigenti della Cgil e delle organizzazioni che compongono la Confederazione di Corso d’Italia, ma per rispetto dei  lettori che hanno seguito le nostre cronache prima, durante e dopo la grande assemblea nazionale della Fiom che si è tenuta a Cervia,  da cronisti diciamo la nostra. Partiamo da quando alcuni giornali annunciano, sbagliando, che Landini, in un modo o nell’altro, darà vita ad un nuovo partito o qualcosa di simile. Il segretario della Fiom precisa, ribadisce per l’ennesima volta che il suo posto è nel sindacato.

Alla assemblea nazionale della Fiom presenti due segretari  della Confederazione

Ci si avvicina alla  assemblea della Fiom. Landini incontra Susanna Camusso per circa un’ora. Lei non potrà partecipare alla Assemblea per altri impegni, ma la segreteria confederale sarà  rappresentata da due segretari, Solari e Martini. Pensiamo che  una domanda a Landini  su quanto compare nella stampa  sui suoi propositi gli sia stata rivolta. Passiamo alla assemblea nazionale tenuta a Cervia nei giorni 27-28 febbraio alla quale, come annunciato, partecipano i due segretari della Cgil. Landini tiene la relazione di apertura e parla di “coalizione sociale “. La proposta fa parte del dibattito che si è sviluppato. La riprende nelle conclusioni. Fa parte del documento finale approvato con 484 voti a favore contro 38 per un altro documento che viene così respinto.

La “coalizione sociale” approvata  dalla Assemblea nazionale Fiom

Nel testo si scrive che “la prosecuzione di una mobilitazione capace di realizzare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali del Governo ha bisogno di offrire un terreno di riunificazione del mondo del lavoro attraverso la costruzione di un’ampia coalizione sociale che abbia nella realizzazione dei princìpi fondamentali della Costituzione la propria base programmatica e di trasformazione della società”. Si indicano i temi sui cui agire, “emergenze fondamentali, quella ambientale, quella del lavoro, la privatizzazione del welfare e dei servizi, quella culturale, il superamento delle diseguaglianze, quella della corruzione e dell’illegalità”. Si parla di temi che hanno una “dimensione europea e territoriale”, della necessità di “cambiare le regole d’ispirazione liberista che governano l’Ue”, si indica il territorio come “luogo di coalizione e azione per rappresentare i bisogni e costruire i nuovi diritti e poteri di tutte le forme del lavoro subordinato”.

“L’Assemblea nazionale della Fiom – afferma il documento – dà, pertanto, mandato alla Segreteria nazionale di attivarsi a tal fine a partire dal coinvolgimento delle associazioni, dei movimenti e delle personalità che in questi anni si sono battute nel nostro paese per affermare tali valori e tali princìpi, per coinvolgere tutte e tutti, riunificare le lotte per il lavoro e costruire una coalizione sociale fatta di lavoratori, studenti, precari, disoccupati e migranti, capaci di realizzare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali. Tali iniziative dovranno svilupparsi e qualificarsi anche in diffuse azioni nei territori, in coordinamento con l’azione e l’iniziativa nazionale.”

Da Di Vittorio a Trentin, Cgil rappresentanza generale degli interessi del mondo del lavoro

A noi pare tutto molto chiaro. Se si vuole entrare nel merito dei contenuti è un altro discorso. Ma non si venga a dire come leggiamo, guarda caso, forse il caso non c’entra, su Repubblica che “l’operazione lanciata da Landini possa cambiare la natura del sindacato”. Semmai richiama quella originale, risalendo a Giuseppe Di Vittorio, la Cgil come  rappresentanza generale degli interessi del mondo del lavoro. O, in tempi a noi più vicini, a Bruno Trentin, la Cgil sindacato dei diritti e dei programmi. Non solo: sarebbe utile che anche i critici della iniziativa della Fiom che ovviamente ci sono nella Cgil leggessero bene i documenti approvati dalla assemblea della Fiom anche per rispetto a quei cinquecento delegati che vi hanno partecipato.

Forse abbiamo scoperto come nasce l’equivoco

Dimenticavamo gli equivoci. Forse il portavoce di Camusso intendeva dire che non era stata annunciata la riunione di sabato non che non era noto ad alcun dirigente della Confederazione che la Fiom lanciava la proposta della coalizione sociale. In effetti, lo ha detto lo stesso Landini, era solo un primo approccio  con un certo numero di associazioni, esponenti di movimenti cui era stata rivolta una lettera di invito. Poi, chissà come, la lettera era stata fatta circolare. Questi i fatti. Noi siamo con il cuore in pace, abbiamo fatto il nostro dovere di cronisti. Tanto dovevamo ai nostri lettori.

Da jobsnews.it

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