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La BCE lancia l’allarme sulla ipercrescita della finanza parallela: minaccia la stabilità dell’eurozona

 

Mentre a Francoforte si discute di Quantitative Easing e dei suoi effetti sui bilanci degli stati, e mentre il presidente Draghi concede alla Grecia, finalmente, un breve respiro aumentando di altri 5 miliardi di euro la cosiddetta liquidità d’urgenza, ecco che lo stesso istituto lancia un potente allarme che dovrebbe scuotere le cancellerie di tutta Europa, e mobilitare l’intera opinione pubblica europea. Si tratta di una di quelle verità che tuttavia non emergono quasi mai nei dibattiti pubblici, o nei talk show, o nelle pagine dei giornali o nei notiziari televisivi. Do cosa si tratta?

Di Pino Salerno

Parlando ad un vertice economico a Warwick, in Gran Bretagna, il vicepresidente della BCE (non un funzionario qualsiasi, dunque, e neppure un pericoloso bolscevico), Victor Constancio, ha detto: “la misura del settore della finanza parallela è più che raddoppiata nel corso dell’ultimo decennio”. “Finanza parallela” è terminologia ambigua, che traduce l’anglosassone “shadow banking”, ovvero tutte quelle attività bancarie e finanziarie prive di regolamentazione pubblica gestite da fondi d’investimento e da fondi assicurativi. Questi fondi non sono banche, e dunque sfuggono alla regolamentazione e ai criteri di controllo cui sono sottoposti i normali istituti di credito. In Italia, ad esempio, la Consob, che è l’autorità di controllo degli istituti finanziari, non ha alcun potere sulle attività, legali o illegali di questi fondi, che molto spesso sono multinazionali, globali.

Nella denuncia del vicepresidente della BCE si parla di un recentissimo studio della BCE, secondo il quale gli attivi gestivi da questa “finanza parallela” nell’eurozona sono passati dalla bellezza di 19.000 (19mila) miliardi di euro del 2013 a 23.000 (23mila!) miliardi di euro nella sola metà del 2014. Al confronto, gli attivi gestiti dal settore bancario controllato non superano i 30.000 miliardi di euro. Ed ecco il giudizio del vicepresidente della BCE: “se lo shadow banking continua a crescere alla stessa velocità che ha avuto nel corso dell’ultimo decennio e se il credito bancario rimane stabile, gli attivi del settore bancario non regolamentato sorpasseranno la misura di quelli del settore regolamentato da qui a cinque anni”. Questa tendenza si spiega soprattutto per un irrigidimento della regolamentazione bancaria, secondo l’analisi del vicepresidente della BCE, che spinge alcuni soggetti finanziari a rivolgersi ad attività meno controllate.

“Dal punto di vista della stabilità finanziaria, l’emergere del settore bancario parallelo potrebbe creare un rischio che va misurato e compreso”, ha avvertito Constancio, vicepresidente della BCE, che ha proseguito: “Ciò a cui noi assistiamo oggi è lo sviluppo frenetico di un settore bancario parallelo esso stesso molto vulnerabile, per effetto di movimenti instabili”. Per limitare queste minacce, le autorità europee “dovrebbero poter imporre limiti alle esposizioni degli istituti regolamentati di fronte alla finanza parallela, oppure trasferire certe istituzioni non regolamentate nel campo dei controlli delle autorità di supervisione”, ha concluso il vicepresidente della BCE. Recentemente, anche il Fondo Monetario Internazionale e Federal Reserve americana hanno espresso pubblicamente la stessa denuncia contro la shadow banking.

Da jobsnews.it

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