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Infedeli possono essere anche i libri

 

Infedeli. Non solo le persone, come gli uomini e le donne yazidi del nord dell’Iraq sterminati e deportati dall’Isis, o come i vignettisti di Charlie Hebdo, uccisi nella loro redazione perché offendevano il profeta o ancora come i cristiani della Nigeria attaccati ormai quotidianamente da Boko Haram o le ragazze che studiano vittime di violenze e di sequestri in Nigeria come in Pakistan.

Anche gli oggetti possono essere infedeli. Nel 2001 nel mirino degli integralisti sono finiti i Buddha giganti di Bamiyan dell’Afghanistan centrale, distrutti dai talebani. Nel 2012 sono stati devastati i mausolei a Timbuktu, nel Mali: proclamati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, per i jihadisti di Ansar Dine erano solo l’eredità di un mondo idolatra. Per questo li hanno rasi al suolo con picconi, zappe e scalpelli. E profane sono state considerate anche le antiche mura assire di Ninive, dell’ottavo secolo avanti Cristo, fatte saltare recentemente.

Ma infedeli possono essere anche i libri. Niente di nuovo sotto il sole. Da sempre la cultura è considerata una minaccia per gli integralismi, gli integralisti, le ideologie e i loro difensori. E così a Mosul, seconda città dell’Iraq, nelle mani degli uomini dello Stato islamico migliaia di libri sono  stati bruciati. “Incitano all’infedeltà e invocano alla disobbedienza a Dio” ha detto uno dei miliziani. E così hanno preso d’assalto la biblioteca centrale e hanno arrestato il proprietario della più antica libreria della città perché vendeva testi cristiani. Ma a finire in fumo sono stati – secondo il National Post – anche libri di poesia, di scienza, di filosofia, di sport e libri per bambini.

La popolazione ha guardato impotente, mentre i jihadisti facevano scempio della loro storia, della loro cultura, del loro sapere. Quel che era successo nel 2003, quando gli abitanti di Mosul avevano nascosto nelle loro case gli antichi manoscritti della biblioteca per proteggerli dai saccheggi seguiti all’invasione americana, oggi non sembra essere riuscito. E un’intera cultura rischia di essere cancellata.

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