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“Per un’Europa più giusta neutralizziamo le società schermo”

 

Carissimi Art.21,
Vi scrivo in qualità di membro del Comitato di cittadini europei, costituitosi con lo scopo di lanciare
l’iniziativa cittadina europea “Per un’Europa più giusta neutralizziamo le società schermo”.
Il Comitato, composto da Chantal Cutajar (Francia), Benoit Morisset (Lussemburgo), Ana Maria Rodriguez, (Spagna), Chiara Mainardi (Italia), Alexenia Dimitrova (Bulgaria), Mariapaola Cherchi (Belgio), Kurt Koprolin (Austria), Philippe Kastner (Germania), Saorlaith NiBhroin (Irlanda), nasce in seno all’OCTFI “Osservatorio cittadino per la trasparenza finanziaria internazionale” con sede a Strasburgo (http://octfi.org/).

Attraverso le cosiddette società schermo, costituite in totale legalità grazie a complesse strutture giuridiche e prestanome, un grosso flusso di denaro proveniente da traffici illeciti (tratta di esseri umani, organi, armi, droga, prodotti contraffatti, ecc.) inonda l’economia legale dell’UE e i sistemi finanziari degli Stati membri, senza che sia possibile tracciarne la provenienza o identificarne i beneficiari reali. Al momento non vi è una legislazione comune in Europa in grado di contrastare queste realtà, ma solo dichiarazioni di principio e indicazioni non vincolanti da parte della Commissione.
Noi pensiamo sia invece necessario introdurre misure che impongano, in maniera uniforme in seno all’Unione europea, la trasparenza e pertanto l’accesso alle informazioni riguardanti i beneficiari reali delle società.

Bisognerebbe altresì rifiutare il riconoscimento, in seno agli Stati membri dell’Unione europea, della personalità giuridica a tutti i soggetti di cui non sia possibile avere informazioni precise.
Riteniamo che l’armonizzazione delle norme sia l’unico strumento efficace al fine di impedire che coloro che riciclano capitali utilizzino la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali a fini criminosi.
Lasciare l’iniziativa ai singoli Stati si sta dimostrando una soluzione fallimentare, anche perché, essendo le società schermo strumenti utilizzati altresì per strategie finanziarie e di ottimizzazione fiscale aziendale, la questione rischia di toccare interessi ed equilibri che non si vogliono alterare.
Grazie al Trattato di Lisbona, ai cittadini europei viene concesso un importante strumento di democrazia partecipativa, ossia l’iniziativa cittadina europea (ICE), che permette ad un milione di cittadini dell’UE di invitare la Commissione europea a presentare agli organi competenti (Consiglio e Parlamento) una proposta legislativa.

Un milione di firme (di cui almeno 55.000 in Italia) entro la fine di ottobre ci permetterà di neutralizzare le società schermo, chiedendo alla Commissione che venga adottato un regolamento che imponga su tutto il territorio dell’Unione Europea la trasparenza delle società.
Si può sostenere l’iniziativa firmando la petizione attraverso il nostro sito www.transparencyforall.org con una procedura semplice e veloce. Le firme richieste sono davvero tante e mi rivolgo a Voi perché conosco l’impegno che mettete nelle Vostre importanti battaglie e spero vogliate aiutarci a combattere la nostra, per una vittoria che sia per tutti!
Vi ringrazio per il Vostro tempo ed il Vostro sostegno.

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