“Vogliono rottamare…la Giustizia”. Iniziativa dell’Anm di Trapani

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Lo diciamo chiaramente. Senza tentennamenti. Abbiamo la fondata impressione che la “rottamazione” renziana stia per abbattersi sul mondo della giustizia. Condividiamo pienamente le iniziative di lotta decise dall’Associazione nazionale magistrati e condivideremo, partecipandovi, la giornata di protesta indetta per il prossimo 17 gennaio 2015. Invitiamo tutti i cittadini ad aderirvi, perché il futuro che si prospetta non è tanto carico di danni per la magistratura nel suo insieme, ma colpirà in malo modo Noi cittadini. Altro che Giustizia giusta e Giustizia veloce, qui c’è il serio rischio che il cittadino per avere giustizia debba tornare a rivolgersi ai “mammasantissima”, e ci risulta che si stanno per riorganizzare le “anticamere” di certi loschi personaggi, oggi ammantati di bugiarda professionalità e falsa onestà. Altro che lotta alle mafie, alla corruzione.

Ci sono “manine” che oramai aggiungono emendamenti dove possono. Le depenalizzazioni, certe depenalizzazioni ci preoccupano e nel frattempo è tornata di moda la proposta di mettere il bavaglio alla stampa. Relegare a condizioni marginali il lavoro della magistratura, obbligare i giornalisti al silenzio sono azioni che contestiamo. Ci sono dunque più ragioni che ci inducono a sostenere la giornata di protesta indetta dall’Anm per il 17 gennaio. Ma una cosa altrettanto chiara la vogliamo dire: escano da ogni indugio i magistrati e denuncino a chiare lettere i tentativi di inquinamento e di pressione che subiscono. Così come ci sono giornalisti che il bavaglio hanno deciso di metterselo da soli o hanno accettato il bavaglio, ci sono magistrati e giudici le cui penne talvolta pare agiscano secondo finalità non proprio di giustizia. Trapani è una città dove storicamente poteri forti, come mafia e massoneria, hanno dimostrato di avere capacità, uomini e mezzi, per inquinare la magistratura, inquirente e giudicante. E’ la storia giudiziaria che è per fortuna riuscita a raccontare faccende pericolose. Altre storie giudiziarie ci dicono che mafia e massoneria in questa città, nelle istituzioni di questo territorio, non hanno mai alzato bandiera bianca. per fortuna.

La “Giornata per la Giustizia” che prevede in tutta Italia  i Tribunali aperti al pubblico. a partire dalle ore 10.00, sarà segnata da un momento pubblico di riflessione e confronto, in modo da diffondere una corretta informazione sull’attività giudiziaria, sensibilizzare sulle condizioni di lavoro dei magistrati e approfondire gli effetti distorsivi prodotti dalla riforma in materia di responsabilità civile dei magistrati.  “La magistratura associata – dicono i giudici Samuele Corso, presidente della sottosezione Anm di Trapani e Fiammetta Lo Bianco, segretaria della stessa sottosezione – denuncia il diffondersi di un dibattito pubblico superficiale, intriso di propaganda, di pregiudizi e di luoghi comuni. Il malcelato fastidio per il controllo di legalità si esprime fino al punto di considerare la giurisdizione come un ostacolo da rimuovere e di rivolgere ai magistrati accuse infondate e ingiuriose di inefficienza e irresponsabilità. Partendo – proseguono – dal dato inconfutabile dell’eccessiva durata dei processi in Italia rispetto agli altri paesi, prima velatamente, ora in modo aperto, si sostiene che ciò dipende dalla “scarsa voglia dei magistrati di lavorare”, dall’assenza di controlli sul loro operato, dalla preferenza accordata alla trattazione di processi politici per acquisire notorietà. In più – aggiungono Corso e Lo Bianco – per aumentare l’atteggiamento di diffidenza e astio verso la categoria, si sostiene che i magistrati guadagnano troppo, che l’attività disciplinare del C.S.M. è solo una farsa e che la magistratura contrasta le riforme solo per mantenere i propri privilegi di casta. Simili falsità colpiscono il senso ed il valore della giurisdizione e sono smentite dalle statistiche indipendenti elaborate dalla Commission Européenne pour l’Efficacité de la Justice (CEPEJ) del Consiglio d’Europa, che collocano la magistratura italiana ai livelli massimi di produttività e attestano la severità del sistema disciplinare”.

Con iniziative anche condotte nella forma teatrale, con la proiezione di video, i magistrati trapanesi si soffermeranno sulle attuali condizioni di lavoro e affronteranno nello specifico i seguenti temi: La spada di Damocle della responsabilità civile; Organici non aggiornati; Geografia giudiziaria inadeguata alle reali richieste di Giustizia; Carichi di lavoro insostenibili; Responsabilità disciplinare; Mancanza di personale amministrativo; Mancanza di strumenti informatici adeguati alle riforme del processo telematico; Riforme farraginose e disorganiche; Riforme blande; Frustrazione per il lavoro svolto; Mancate riforme e proposte dell’ANM; Condizioni precarie di sicurezza; Luoghi comuni su retribuzioni e ferie.

Non è più tempo di luoghi comuni, ma di denunce precise e dettagliate. Per rottamare non la giustizia ma il malaffare qualunque forma, colore, nome questo abbia. Noi, questo giornale, questa redazione, il giornale Alqamah, il circolo Articolo 21 “2 giugno” di Trapani, comunque da tempo abbiamo deciso di chiamare mafia qualsiasi cosa abbia l’interesse di schiacciare la libertà e la democrazia. Lo ripetiamo ancora, questa è la mafia di Matteo Messina Denaro, contro di questa e contro tutte le altre Noi ci schieriamo ogni giorno anche con i segni più modesti o ancora decidendo di stare il prossimo 17 gennaio con i magistrati ed i giudici di Trapani.


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