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Giornata Internazionale del Migrante e del presepe

 

Il 18 dicembre onora la Giornata Internazionale del Migrante. Nel 1990 le Nazioni Unite adottarono la Convenzione (risoluzione n. 45/158 18.12.90): i lavoratori migranti regolari e irregolari prima di tutto sono Donne e Uomini e in quanto tali, dunque, sono nel pieno diritto di godere di tutti i diritti e di tutte le protezioni spettanti a ogni cittadino lavoratore,  secondo la dichiarazione universale dei diritti umani richiamata dalla Costituzione di tutti i Paesi civili. Dal ’90 a oggi di quella Convenzione qualche briciola di progresso s’è sparsa. Tuttavia la condizione (dis)umana in cui (soprav)vivono ancora milioni di migranti in tutta Europa è ben distante dall’applicazione di quei buoni propositi.

Noi italiani che proprio in dicembre vantiamo primato mondiale nel riservare parte della nostra casa a barcaccia per bettole e statuine d’umili lavoratori in attesa adorante del piccino figlio d’emigranti che appena nato dovrà poi di nuovo scappare per non essere ammazzato, ebbene dovremmo essere ancora più agevolati nel comprendere il senso profondo di quella giornata, no? No, invece no e temiamo fortemente che neppure Benigni riuscirebbe a spiegare il senso di cotanta ipocrisia.

Naturalmente i simulacrini di via San Gregorio Armeno non fanno testo ché quelli, anzi,  sono i primi a mal sopportare l’ipocrisia ed è perciò, si suppone, che piuttosto di far la figura d’umili migranti perseguitati e sfruttati (perfino dai presepi), preferiscono farsi idoli (anche) di quella ipocrisia…

PS Buon Natale J

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