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Fame Zero, l’app del “cibo per tutti” genera confusione e perplessità

 

La Caritas prende le distanze dall’iniziativa, presentata lo scorso ottobre a Palazzo Chigi. Le precisazioni: “Campagna problematica, che non ha nulla a che fare con Caritas. Inappropriata strumentalizzazione”

ROMA – Mancano ormai pochi giorni al lancio ufficiale (l’8 dicembre) della app “Famezero. Food for everyone”, che si propone di combattere lo spreco alimentare, facilitando la distribuzione degli avanzi ai più bisognosi. Presentata in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, lo scorso 16 ottobre, l’iniziativa ha lo scopo di recapitare, tramite appositi “angeli”, il cibo dei “donatori” ai centri di distribuzione più vicini. Quel giorno, a Palazzo Chigi, c’erano anche rappresentanti della segretaria di stato Vaticana, come pure di Caritas Internationalis, alla presentazione della app, su cui nessuno, in quel momento, espresse particolari riserve. Riserve che invece oggi manifesta Caritas italiana, diramando una comunicazione con la quale, di fatto, prende le distanze dall’iniziativa, definendola “problematica”.

Ma cosa, esattamente, non piace alla Caritas? Innanzitutto, il sito si apre con una sorta di epigrafe:  ‘Una sola famiglia umana. Cibo per tutti’, che è il titolo di una campagna della Caritas e reca, sotto, la ‘firma’ di papa Francesco. “Sono tutti elementi che generano confusione”, commenta Caritas italiana in una nota inviata a tutte le Caritas diocesane. Infatti, “Caritas Italiana non era al corrente dell’iniziativa – si legge nel foglio informativo – né lo erano il segretario generale e lo staff di Caritas Internationalis. Durante un incontro con gli organizzatori, sia il vicedirettore di Caritas Italiana che il segretario generale di Caritas Internationalis hanno sollevato alcune questioni problematiche senza però ricevere risposte esaustive”. Di qui, la presa di distanza di Caritas dell’iniziativa, che “sfrutta e gioca molto sul collegamento con la Campagna Caritas, generando equivoci. In secondo luogo – si legge ancora nella nota – l’utilizzo spregiudicato della voce di Papa Francesco (peraltro tratta dai discorsi per la Campagna Caritas) sembra una strumentalizzazione inappropriata ai fini dell’iniziativa (con addirittura un video in cui si lascia intendere che il Papa utilizzi questa applicazione)”.

Se non piace il metodo, seri dubbi però sorgono anche nel merito dell’iniziativa, che presenta “grandi problematicità, in base alla legislazione vigente nella distribuzione di avanzi alimentari non controllati dal punto di vista sanitario e problemi legati alla tutela della privacy”, scrive ancora Caritas, che conclude: “Alla luce delle considerazioni esposte e in vista del prossimo lancio dell’8 dicembre, si ritiene opportuno informare tutte le Caritas diocesane che l’iniziativa non ha nulla a che fare con Caritas e con le sue campagne sul diritto al cibo a livello nazionale e internazionale”. La presenza di Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis, alla conferenza stampa di presentazione, il 16 ottobre scorso, “non era segno di sinergia con le campagne di Caritas – spiega Paolo Beccegato, vicepresidente di Caritas italiana – ma parte di una presenza più ampia”.

Intanto, i promotori della campagna annunciano il lancio della app, che avverrà “nel giorno in cui si ricorda l’Immacolata Concezione – scrivono in una nota – Scopo dell’app – ricordano – è mettere in contatto i singoli cittadini e le aziende (donatori) con incaricati (angeli) che si occuperanno di raccogliere il cibo messo a disposizione e portarlo ai centri di raccolta (mense o associazioni di volontariato). Scaricando l’app sul proprio dispositivo e registrandosi anche tramite i propri profili social, sarà quindi possibile visualizzare i centri di raccolta sulla mappa interattiva e inviare segnalazioni in tempo reale. L’angelo più vicino riceverà tale comunicazione e procederà al ritiro del cibo”. (cl)

Da redattoresociale.it

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