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Operai presi in carica dallo Stato

 

“…Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi, ma tu devi stare nel limite che ti è assegnato. Se l’oltrepassi sarai fermato con tutti i mezzi, anche con la forza…” L’ha impostato nessuno in questo modo, ma il diktat (ché tale è) s’è avverato e negli ultimi tempi assai di frequente. L’ultima volta è toccato agli operai AST. Stanno perdendo il lavoro, così come altri migliaia loro colleghi  e sono esasperati da decenni di politiche sociali vergognose per lassismo e incuria, ingordigia e malaffare: è un fatto. Quel tipo di politiche sta lasciando in miseria, stuprando la loro dignità,  migliaia di famiglie: è un fatto.  Il corteo romano si stava dirigendo al ministero Sviluppo Economico, ma a piazza Indipendenza i manifestanti sono stati bloccati dagli agenti in tenuta antisommossa e manganellati. Possiamo andare alla ricerca di motivazioni e difese, argomenti e scusanti, giustificazioni e discolpe, pretesti e balle, dichiarazioni e interpretazioni, ma rimane il fatto: quella gente non armata è stata manganellata dalla forze dell’ordine. Per il futuro dobbiamo farcene una ragione?

«Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi, ma il posto fisso non c’è più… un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?» (dal discorso di Renzi alla Leopolda).

Se per presa in carico lo Stato intende “va alla carica di lui”, preferiamo la coperta di Linus: fa meno male.

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