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“Contromafie” riprende il suo cammino

 

Torna Contromafie, a cinque anni dall’ultima edizione si rinnova l’appuntamento con gli Stati generali dell’antimafia: dal 24 al 26 di ottobre a Roma, le associazioni e i movimenti, le realtà della cooperazione e del sociale, il mondo della scuola e dell’università, i rappresentanti della politica e delle istituzioni, cittadini di ogni età e professione, si incontrano per lavorare insieme, per fare il punto sullo stato della lotta alle mafie e alla corruzione nel nostro Paese, con un occhio di riguardo a quanto accade in Europa e oltre.

Ormai giunto alla sua terza edizione (nel 2006 e 2009 le precedenti sessioni), Contromafie è una proposta di impegno e di lavoro che Libera mette a disposizione di quanti, singoli e associati, non si rassegnano allo strapotere della criminalità mafiosa e della corruttela, ma cercano ogni giorno, spesso lontano dalla ribalta, di porre un argine civile e democratico alla barbarie e alla violenza.
Negli ultimi cinque anni, il potere delle mafie si è rafforzato tanto a livello nazionale quanto in ambito internazionale, grazie ai patti che le cosche italiane hanno stretto con organizzazioni straniere, ma fortunatamente è cresciuta la consapevolezza del necessario impegno di tutti per vincere una battaglia che è di civiltà e di democrazia e che può e deve essere portata a compimento positivo.

Certo, il contesto sociale è profondamente mutato dal 2009 ad oggi: la crisi mondiale mette a rischio la tenuta non solo di mercati e imprese, ma soprattutto di persone e paesi, provati dai morsi di una recessione che sembra senza fine.

A completare la devastazione dello scenario italiano e internazionale è anche una caduta di valori e di etica che compromette le ragioni dello stare insieme e del vivere pacificamente e rispettando le regole. In questa fragilità del quadro sociale, le mafie e la corruzione si pongono come soluzioni di comodo a quanti si riconoscono nell’illegalità e nella violenza.

Allora Contromafie vuole essere un luogo del pensiero e dell’azione, ma anche uno spazio per ragionare su nuove strategie e vecchi percorsi, per avanzare alle istituzioni progetti normativi ed amministrative, per rafforzare le buone prassi che in questi anni il variegato fronte antimafia ha prodotto attorno ad alcune delle parole chiave per quanti parteciperanno agli Stati generali: libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia e solidarietà.
Contromafie, oltre ad essere un luogo e uno spazio, è anche un tempo: quello della riflessione sul contesto attuale che vede in crisi il tradizionale welfare, rende inesigibili i diritti sanciti dalla Costituzione e alimenta con la cultura dell’illegalità il peso dell’ipoteca esercitata da mafie e corruzione sulla nostra democrazia.

Come è avvenuto nelle precedenti edizioni, Contromafie mette al centro la persona, l’essere umano nella pienezza dei diritti e doveri previsti dalla Carta Costituzionale, quello che non a caso don Luigi Ciotti definisce essere “il miglior testo antimafia”.

Contromafie si sviluppa in tre giornate di riflessione e lavoro per aree tematiche (per una parola di libertà e dignità, per un sapere di cittadinanza e responsabilità, per un dovere di informazione e democrazia, per una politica di legalità e trasparenza, per una domanda di giustizia e verità, per una economia di solidarietà e sviluppo). I trenta gruppi di lavori previsti per sabato 25 ottobre saranno dedicati allo studio, all’approfondimento e allo scambio tra i partecipanti.

Nasce da qui il profondo legame tra l’essere “contro” e l’essere “per” da sempre vera mission di Contromafie: non basta una contrapporsi alle mafie e alla corruzione, ma serve costruire proposte di libertà” e “dignità”, “cittadinanza” e “responsabilità”, “informazione” e “democrazia”, “legalità” e “trasparenza”, “giustizia” e “verità”, “solidarietà” e “sviluppo”, valori la cui piena realizzazione è l’unica via per arrivare alla sconfitta di mafie e corruzione.

Contromafie sarà una pagina importante nella storia del movimento antimafia e del nostro Paese, grazie ad una mobilitazione civile e pacifica che prenderà il via proprio dai tre giorni di Roma.

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