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Ministro Alfano, colpisca i “vu’ sfruttà” – Lettera aperta

 
Ministro Alfano,  (mail: ufficiocomunicazione@interno.it)
lei ha usato il termine dispregiativo “vu’ cumprà” pensando di interpretare il fastidio dei bagnanti disturbati dai venditori ambulanti extracomunitari. Invece a molti cittadini danno più fastidio i “vu’ sfruttà”. Cioè quei connazionali che sfruttano i migranti nelle campagne o nei cantieri edili con trattamenti degradanti; o nelle città, affittando posti letto a peso d’oro, in appartamenti fatiscenti, stipati di materassi per terra.
Lei dice che c’è ipocrisia in chi s’indigna per il termine che lei ha usato e non  sente di doversi scusare verso chi è stato offeso, ma non può difendersi.
Invece molti cittadini vedono l’ipocrisia nella mancanza di un controllo e di una reprressione efficace delle varie forme di sfruttamento dei migranti, che ormai sono diventate una fonte di guadagno illegale per la criminalità organizzata e per tanti spregiudicati.  Magari gli stessi che si lamentano nelle spiagge.
Ministro Alfano,
non ci aspettiamo  che lei colga la differenza tra un termine dipregiativo ed uno corretto, perché questa capacità presuppone una formazione personale, che non s’improvvisa. Le chiediamo, però, di orientare la sua  attenzione dai “vu’ cumpà” – che non hanno parola – ai “vu’ sfruttà” – che non hanno vergogna.
Con vigilanza democratica
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

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