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Lavori della sessione SAE 2014

 

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO (Levitico 19,18)
La vita in relazione: prospettive etiche

“Come le neuroscienze sfidano l’etica”  è stato il tema oggetto di una seguitissima relazione tenuta nel pomeriggio di lunedì  28 luglio da p. Paolo Benanti  (teologo morale, PUG, Roma). L’intervento ha inteso introdurre gli uditori alla neuroetica, una disciplina recente di grande attualità scientifica, che abbraccia due campi di studio distinti ma connessi: le neuroscienze dell’etica e l’etica della neuroscienza. La neuroscienza dell’etica si occupa di investigare, dal punto di vista del cervello, alcune nozioni e alcuni problemi tradizionali dell’etica e della psicologia morale. L’etica della neuroscienza invece si occupa di discutere da un punto di vista etico gli studi neuroscientifici e di fornire delle valutazioni etiche sulla produzione e uso delle neurotecnologie da essi derivate. Offrendo una sintesi di entrambi i temi, cercheremo di far emergere  tutta una serie di domande che interpellano in maniera urgente la teologia morale.

Fulcro della seconda giornata di  lavori, la mattina di martedì 29 luglio,  è  stato l’incontro a due voci  su “Dov’è tuo fratello? L’altro come contenuto della libertà”. Hanno dialogato sul tema il filosofo Massimo Donà (S. Raffaele, Milano) e il teologo valdese Fulvio Ferrario (Facoltà Valdese, Roma)

Donà ha mostrato  come per intendere il senso originario e profondo dell’altro all’interno di una prospettiva autenticamente cristiana, sia necessario sempre ancora a riflettere sulla forma della relazione  Implicata dal Misteryum Trinitatis. Perché troppo spesso anche i credenti confondono la relazione d’amore con le infinite forme in cui si declina il concetto greco di eros che ci destina ad una esperienza condizionata e quindi ignara del vero senso della libertà L’amore che connette le tre persone della trinità trova la sua più grande manifestazione nell’esperienza vissuta da Gesù sulla croce da quel Gesù di Nazareth che ci presenta lo scandalo di una natura perfettamente umana e perfettamente divina; nel cui orizzonte, solamente, è possibile riconoscere un gesto donativo assolutamente libero e perciò stesso indipendente da motivi, cause e finalità. Ragion per cui proprio a partire da quell’evento ci si propone un compito imprescindibile per credenti e non credenti e quindi per chiunque voglia ritrovare il senso più autentico di quella libertà che sentiamo riguardarci nel profondo ma che molto raramente riusciamo a far risuonare nei nostri gesti e nelle nostre­ parole.

Ferrario nella sua relazione si è interrogato sulle coordinate di una possibile etica cristiana, a partire dal Sermone sul Monte (Mt. 5,6,7) e lo ha fatto in dialogo con il pensiero di Dietrich Bonhoeffer, in due fasi del suo sviluppo. Dapprima ha preso in esame Sequela (1937), un testo nel quale il teologo presenta la propria comprensione del discepolato, non senza accenti critici nei confronti di un certo protestantesimo, che a suo parere fraintende Lutero; in seguito si è soffermato sull’Etica, il testo incompiuto di alcuni anni dopo, nel quale il teologo modifica e approfondisce le proprie tesi. Nelle conclusioni Ferrario ha presentato alcuni lineamenti di un contributo protestante all’attuale discussione morale.

Da confronti.net

 

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