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Dipartimento antidroga accorpato alla Famiglia. Bufera sugli ultimi progetti

 

Allo studio una fusione tra strutture con competenze sociali. Nessun nuovo “zar” al Dpa, un’unica struttura comprenderebbe Famiglia, Pari opportunità e forse Politiche giovanili e Servizio civile. Sul dopo Serpelloni ancora polemiche. Cnca: “Bloccare progetti finanziati nel 2013”

ROMA – I dipartimenti della presidenza del Consiglio che si occupano di tematiche sociali presto potrebbero essere accorpati sotto un unica struttura: le politiche riguardanti famiglia, pari opportunità, politiche antidroga e forse anche politiche giovanili e servizio civile, ben presto potrebbero ritrovarsi gestite da un unico capo dipartimento. È questa la voce che circola ormai da qualche giorno tra gli uffici di Via della Ferratella in Laterano, dove sono stati dislocati gli uffici del Dipartimento per le Politiche della famiglia, il Dipartimento antidroga (Dpa), ma anche quello della Gioventù e Servizio civile. La mancata riconferma di Giovanni Serpelloni a capo del Dpa e la nomina di Patrizia De Rose a direttore generale all’antidroga andrebbe in questa direzione: il dipartimento Politiche antidroga presto potrebbe essere accorpato a quello della Famiglia, guidato da Ermenegilda Siniscalchi che, ad interim, ricopre anche la carica di capo dipartimento delle Pari opportunità.

Sul Dipartimento antidroga, intanto, continua la polemica sul dopo Serpelloni. Secondo le comunità di accoglienza, infatti, la vecchia gestione del Dpa avrebbe affidato diversi progetti durante la fine del 2013. Tra questi ci sono anche i progetti per la rilevazione dell’uso di sostanze stupefacenti tra gli italiani, nonché quello del D-Audit che secondo il mondo delle comunità e degli operatori andrebbe a sostituire la Conferenza nazionale, prevista per legge. I fondi stanziati per i progetti voluti da Serpelloni, però, secondo il Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza) non sarebbero stati ancora erogati perché ancora all’esame della Corte dei conti, ma a non convincere è anche la gestione degli affidamenti degli stessi progetti.

Per Riccardo De Facci, vice presidente del Cnca, i progetti possono ancora essere fermati, anche perché, almeno per quanto riguarda le ricerche sulla diffusione degli stupefacenti, gli studi commissionati da Serpelloni (più volte criticati da esperti e dal mondo delle dipendenze) sono già stati eseguiti dal Consiglio nazionale delle ricerche. “In un momento di spending review – ha dichiarato De Facci – vogliamo che questi fondi vengano bloccati e si trovino criteri più trasparenti per assegnare i progetti”. (ga)

Su RS, l’Agenzia di Redattore sociale gli articoli completi sul prossimo decreto riorganizzativo dei Dipartimenti di Palazzo Chigi e sugli ultimi progetti commissionati dal Dpa con le accuse delle comunità.

Da redattoresociale.it

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