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Mafiosi siete scomunicati, questa volta per davvero!

 

Il diritto canonico è complesso, perciò non sono moltissimi gli avvocati che si specializzano in questo. Se poi trattiamo di “scomunica” (severissima tra le più severe pene previste dal diritto canonico) specie i profani devono andarci cauti nell’emettere opinione (già verdetto per qualche pretenzioso solone)  tante sono le ratio legis  che la contemplano. E’ dopo questa premessa che mi permetto d’opinare sul verdetto emesso da papa Francesco. Il vescovo di Roma è stato diretto, determinato nel suo (legittimo) pronunciamento di sentenza (latae sententiae): i mafiosi sono, fin d’ora, scomunicati senza se e senza ma. Ci sono casi in cui la scomunica è subordinata a diritto di difesa, attenuanti comprese. Non questa volta. Questa volta possiamo ben stare certi che oggi, per la prima volta nella storia, gli “interessati” sono ufficialmente fuori dalla Chiesa cattolica ovvero con questa non hanno più comunione.   E’ dagli inizi del secolo scorso che “cosa nostra” è legata a filo doppio con la cattolicissima Chiesa senza mai interruzione: segni della croce e baci finali, catene d’oro inanellanti crocifissi e altre icone  sfrontatamente appesi a petti villosi o prorompenti,  abbondanti e poco spirituali rotoli di banconote in oboli e beneficenze per tutte le occasioni possibili, private ma soprattutto pubbliche: battesimi, funerali, matrimoni, processioni, sagre paesane, patroni, ricevimenti di famiglia (famiglie e famigli)  accoglienti tra i vip il porporato di turno, appalti privilegiati e terreni resi edificabili per le varie curie  e via così andare. Nell’altro versante -mooolto più sommessamente- i Don Puglisi e Don Diana, i due a caso più noti ché mica sono gli unici! Pensate che il primo prete martire -a memoria storica- appartiene alla 1a guerra mondiale con tal don Giorgio Gennaro che denunciò le infiltrazioni criminali nell’amministrazione ecclesiale da rendite e opere pie. Avete idea, pertanto, di quanti preti (meravigliosamente coraggiosi) sono stati abbattuti fino a oggi? A questi vanno poi aggiunti gli innumerevoli violenti atti intimidatori subiti da centinaia di preti sparsi su tutto il territorio nostrano.

Ebbene, oggi che Francesco ha dichiarato senza se e ma che i mafiosi (ndrangheta/camorra/sacra corona unita e tutta ‘sta robaccia ché ci siamo capiti) sono fuori dalla Chiesa, tocca (anche) ai cristiani  tutti, ma proprio a tutti,  denunciare  preti e/o vescovi che supportano la mafia e quindi sono a tutti gli effetti conniventi dei mafiosi:  l’ha detto il supremo vicario di Cristo sicché oggi nessuno ha più scuse…

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