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Fondo editoria: firmato il decreto, 120 milioni in tre anni

 
Il decreto del governo chiude l’accordo sul contratto: 120 milioni in tre anni, un assunto per tre prepensionati, sgravi anche per le assunzioni a tempo determinato.
E’ stato firmato giovedì 26 giugno a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, dal presidente della Federazione degli Editori (Fieg), Giulio Anselmi, dal segretario del sindacato unitario dei giornalisti (Fnsi), Franco Siddi, e dal presidente dell’Istituto di previdenza (Inpgi), Andrea Camporese, il decreto che istituisce il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per il triennio 2014-2016. Il finanziamento del fondo ammonta a 120 milioni di euro, di cui 46 per l’anno in corso.

E’ l’ultimo tassello dell’accordo sul contratto.
E’ il tassello che mancava per chiudere l’accordo sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti, firmato da Fieg-Fnsi nei giorni scorsi, tra le divisioni nel sindacato e le forti polemiche dei colleghi autonomi e precari.

Risorse per l’innovazione e l’occupazione.
Il decreto disciplina i criteri e le modalità di concessione e erogazione delle risorse, che sono in gran parte destinate a incentivi per gli investimenti in innovazione tecnologia e digitale e, soprattutto, per l’assunzione di giornalisti.

Il decreto prevede anche interventi per le ristrutturazioni aziendali, a cominciare dai prepensionamenti e dal parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali, che però dovranno essere compensati da una nuova assunzione ogni tre pensionamenti anticipati.

Lotti: “Aiuti condizionati”.
“A fronte di un importante contributo per i prepensionamenti alle aziende editoriali – ha spiegato Lotti – abbiamo inserito una norma che obbliga ad avere almeno una assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. E ancora un’altra norma che impedisce a chi va in prepensionamento di avere in seguito un rapporto di lavoro dipendente o autonomo con l’azienda che ha ricevuto il contributo del Fondo”.

“In generale questo decreto rappresenta un forte aiuto alle imprese in un momento di difficile crisi – ha sottolineato il sottosegretario con delega all’editoria – ma anche un contributo per la nuova occupazione dei giovani. Fino ad oggi il Fondo era forse troppo sbilanciato verso il settore editoriale; abbiamo voluto, invece, puntare sull’occupazione e siamo riusciti a cambiare rotta con il contributo di tutti. E fa piacere poter dire che anche il Governo, in questa prospettiva, ha fatto la sua parte ed ha potuto dare una mano”.

Sgravi per le imprese, previste 300 assunzioni nel 2014.
Il decreto prevede sgravi fiscali al 100% per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, al 50% per le assunzioni a tempo determinato e ulteriori incentivi per la trasformazione del tempo determinato in indeterminato che a quel punto avrà sgravi retroattivi. Si prevede anche l’obbligo di trasformare il 20% dei contratti a tempo determinato in indeterminato, pena lo stop all’erogazione dei contributi. La previsione (molto ottimistica) è che ci possano essere 300 nuove assunzioni nel 2014 e mille nel triennio.

Siddi: “Confronto difficile, esito positivo”.
“Si è trattato di un lavoro non facile – ha commentato Franco Siddi – con situazioni giunte fino al rischio di rottura, ma è stato un confronto vero e leale. Lotti è uno concreto, che vuole cambiare le cose. Lo ringrazio per il suo impegno personale e per quello del suo staff nel risolvere passaggi intricati. La ricomposizione delle tensioni è stata faticosa, ma tutto è finito al meglio e questa firma rappresenta il giusto suggello ad un duro lavoro che speriamo possa essere portatore di rilancio e di nuova occupazione nel settore editoriale”.

“Spero che questo cammino che abbiamo intrapreso – ha concluso – ci possa aiutare non solo a sopravvivere alla crisi attuale, ma anche ad aprire una pagina nuova per un’informazione italiana di qualità e per il lavoro giornalistico, sapendo che le due cose non possono prescindere l’una dall’altro”.

Il commento di Anselmi.
“Ciò che che mi è sembrato più rilevante – ha commentato Giulio Anselmi – è che si sia lavorato nell’interesse dell’informazione professionale con la sincera volontà di migliorare un contesto che resta, sì, in condizioni drammatiche e che difficilmente potrà riprendersi, però sono stati fatti passi importanti per la salute delle aziende, consentendo prepensionamenti, per lo sviluppo delle aziende, ponendo l’attenzione sulle nuove assunzioni, e noi sappiamo come le assunzioni dei giovani siano importanti in una stagione in cui i giornalisti della mia età devono fare i conti con la rivoluzione tecnologica che è il problema dei problemi”.

E Lotti difende il “compenso minimo garantito”
Il sottosegretario Lotti ha poi sottolineato che “l’erogazione dei contributi è preclusa a chi non rispetta le direttive previste nell’accordo sull’Equo Compenso e a quelle aziende che per la durata delle misure finanziate introducono bonus o premi non legati alla dinamica retributiva stabilita, e collegati a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei propri dirigenti”.

Poi ha aggiunto che “una parte minima del Fondo viene destinata agli ammortizzatori sociali, a condizione che vi sia un intervento almeno di pari ammontare da parte delle imprese editoriali”.

E ha concluso: “La commissione sull’Equo Compenso ha raggiunto un accordo che garantirà di fatto un compenso minimo garantito che fino ad ora non c’era: purtroppo, come ha spesso denunciato l’Ordine dei giornalisti, oggi ci sono alcune aziende editoriali che pagano tre o quattro euro per un articolo, mentre con questo accordo un pezzo di 1600 battute dovra’ essere pagato 20,8 euro. Mi sembra un primo passo significativo. Non ci fermiamo qui e andiamo avanti”.

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