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Aiuti umanitari in calo: i mondiali di calcio “battono” le emergenze

 

Rapporto di Agire, Agenzia italiana per la riposta alle emergenze. Nel 2102 i governi hanno speso 12,9 miliardi di dollari. Ma non bastano: all’appello ne mancano almeno 3,5 miliardi. Dall’Italia aiuti per 282 milioni

ROMA – Nel 2012 la spesa pubblica mondiale per gli aiuti umanitari è stata di 12,9 miliardi di dollari, meno di quanto il solo governo brasiliano ha investito finora per l’organizzazione dei mondiali di calcio. Il dato emerge dal rapporto “Il Valore dell’Aiuto. Risorse per la risposta alle emergenze umanitarie”, di Agire – Agenzia italiana per la risposta alle emergenze, presentato oggi a Roma. Fanno parte di Agire ActionAid, Amref, Cesvi, Coopi, Gvc, Intersos, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini, Terre des hommes e Vis.

Negli anni 2011 e 2012 si è registrata una costante diminuzione dei fondi internazionali – sia pubblici sia privati – destinati all’assistenza umanitaria rispetto al picco del 2010, quando erano stati stanziati 19,4 miliardi di dollari in aiuti. La cifra record è legata soprattutto agli effetti del terremoto che aveva colpito a gennaio Haiti e delle alluvioni di agosto in Pakistan. Il biennio 2011-2012 non ha visto il verificarsi di catastrofi di grande eco mediatica e ha coinciso con un periodo di particolare e prolungata difficoltà dell’economia globale. Di conseguenza, gli importi totali sono scesi sensibilmente e sono passati dai 18,6 miliardi di dollari del 2011 ai 17 del 2012 (-8,7%). A livello internazionale, i governi sono i principali donatori di assistenza umanitaria. Nel 2012, hanno investito 12,9 miliardi di dollari.

Il comportamento delle donazioni private è del tutto simile a quello dei fondi pubblici: il 2010 ha fatto registrare un picco importante, a cui sono seguite due riduzioni consecutive negli anni 2011 e 2012. Nel 2012 proviene da singoli cittadini l’82% del totale dei fondi privati. I principali destinatari delle donazioni individuali sono le Ong. Decisamente inferiore è il contributo delle aziende private, che nel periodo 2008-2012 hanno erogato circa 1,1 miliardi di dollari.

I fondi sono sufficienti? Negli ultimi anni, i donatori hanno avuto difficoltà sempre maggiori a colmare il divario tra i bisogni rilevati e i fondi effettivamente disponibili. In particolare, il 2012 ha il triste primato di essere nell’ultimo decennio l’anno in cui è più rilevante il gap tra risorse necessarie e fondi erogati: sono mancati all’appello almeno 3,5 miliardi di dollari. 

Nel 2012 l’Italia ha speso per l’assistenza umanitaria circa 282 milioni di dollari, pari a 214 milioni di euro, meno di 1/100 di quanto investito dal nostro governo in spese militari: 26,4 miliardi di euro nel 2012. Nella classifica dei principali paesi donatori di assistenza umanitaria, l’Italia si è collocata in quindicesima posizione.

Nel periodo 2009-2013, i fondi gestiti dall’ufficio emergenze della Farnesina si sono ridotti di oltre un terzo, passando dai 52,3 milioni di euro del 2009 ai 32,1 milioni del 2013 (-39%). In compenso sono cresciuti i trasferimenti obbligatori all’Unione Europea: su 282 milioni di dollari di assistenza umanitaria, ben 217 sono cioè imputabili ai trasferimenti obbligatori alle istituzioni europee spesi poi da queste in assistenza umanitaria. Fondamentale il ruolo delle Ong: nel corso del 2012, hanno speso in assistenza umanitaria circa 64,3 milioni di euro di donazioni raccolte da privati.

Su RS, l’Agenzia di Redattore sociale, leggi i lanci sul calo degli aiuti umanitari e sulla spesa dell’Italia.

Da redattoresociale.it

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