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Prodotto interno (assai più) lordo

 

E’ da qualche anno, come da disposizioni europee, che lo sporco “malaffare” rientra, seppur mal contato,  già nel capitale di ricchezza prodotto dai cittadini, residenti o no, di ciascun Paese. Il PIL è parametro ufficiale per stabilire la solvibilità di uno Stato: se questo produce 100, ma ha accumulato debiti oltre 100 e inoltre non è in grado di fornire argomenti per migliorare, ma semmai il contrario, proprio solvibile non è. Se questo Paese trova pertanto il modo d’aumentare il suo PIL, restringe la forbice col debito o, nella migliore delle ipotesi, può addirittura superarlo, così riacquistando credibilità quanto a solvibilità.  Oggi dunque le disposizioni europee hanno adeguato il modus operandi per meglio armonizzare i criteri e per quantificare più verosimilmente (contare meglio)  i redditi da lordure: spaccio stupefacenti, prostituzione, contrabbando e via così, ovvero tutto ciò che in qualche modo produce uno scambio di ricchezza, seppur delinquenziale, reciproco (i furti, per esempio, non rientrano). In questo modo il nostro Paese -che pare possedere un ottimo quantitativo di “materia prima”- potrebbe far figurare un notevole aumento del suo prodotto interno lordo. Che bello! Verrebbe da cinguettare, un po’ come quando ci dicono che non ci ammaleremo più di cancro perché hanno elevato i parametri per nanopolveri, mercurio, arsenico, cesio ecc.  se non ché  è veramente poco simpatico essere allegri per il fatto che il nostro Paese va sempre di più a… puttane.

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