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Oman. Attese, speranze, problemi del sultanato

 

di Michele Lipori e Luigi Sandri

Ad aprile si è svolto un seminario itinerante organizzato da Confronti in collaborazione con il centro interreligioso «al-Amana» di Muscat. Abbiamo incontrato esponenti delle diverse comunità di fede e della società civile, per comprendere la particolare situazione dei cristiani nel paese e le questioni sociali e geopolitiche. 

Scende rapida la notte al Tropico del Cancro, che lambisce Muscat, la capitale del sultanato dell’Oman, e quando arriviamo sulla collina dove sono concentrate le chiese cristiane è buio, ma le scarse luci ci permettono di avere una idea delle persone – circa settemila – convenute, parte già stipate negli edifici sacri, le più nel grande spiazzale antistante, per celebrare la Pasqua. Un evento del tutto normale in molte parti del mondo ma qui, in questo spicchio di penisola arabica, a ridosso del regno saudita, singolare per molte ragioni. Che si chiariscono se inquadriamo brevemente la storia di questo paese, ove gli autoctoni sono massicciamente musulmani ibaditi, e i lavoratori stranieri in gran parte cristiani… Continua su confronti.net

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