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Il giorno degli armeni

 
24 aprile 1915: 99 anni fa cominciava il genocidio degli armeni. Una tragedia che i turchi non riconoscono ancora, e che molti strumentalizzano e deformano.
Il genocidio degli armeni. Un milione e cinquecentomila vittime. Il peggior biglietto da visita del Novecento. Una orrenda barbarie che la Turchia non ha mai riconosciuto. I generali, che mandavano in galera chi usava il termine genocidio, hanno detto per decenni che i morti erano “solo 500mila” e molti deceduti per fame. E questo l’ha resa ancor più dolorosa.

Finalmente, tardive e parziali, sono arrivate ieri, 99 anni dopo, le prime condoglianze di un premier turco ai discendenti delle vittime. “Sofferenza disumana”, ha scritto nel testo. Meglio tardi che mai. Ma perché così tardi?

Questa semplicissima domanda rende evidente che molti parlando o scrivendo del genocidio degli armeni, quando capita, commettono un errore, una svista, attribuendolo all’impero ottomano. Certo, avvenne nel morente impero ottomano, ma a compierlo furono i nazionalisti, il governo dei Giovani Turchi, dei CUP. Insomma, il primo genocidio è in capo alla follia nazionalista che nel Novecento ha fatto tante altre vittime, ha perpetrato tanti altri orrori.

Ecco perché hanno ragione quegli armeni che proprio oggi pubblicano libri per spiegare come il genocidio che hanno patito sia proseguito nelle leggi di esproprio che hanno patito dal 1915 in avanti. In epoca ottomana gli armeni erano stati la borghesia, in epoca nazionalista gli armeni sono stati prima perseguitati e poi sottoposti a perdurante confisca. Una “criminalizzazione” che dovrebbe farci capire quanto esiziale sia il nazionalismo.

C’è una certa compiacenza invece nei confronti del nazionalismo ideologico , anche di quello turco ovviamente, visto che molti esitano a nominarlo anche quando si parla di un crimine orrendo come il genocidio armeno, quasi che si abbia il timore di dimostrare che le “nostre idee”, e il nazionalismo nasce certamente qui da noi, hanno fatto male a noi e anche ad altri. E invece è così.

Qui si parla ovviamente di nazionalismo ideologico, che identifica gruppi etnici o religiosi come “nazioni”, non coloro che vivono in un determinato spazio, a prescindere da etnia e credo. Ecco come si può arrivare a una barbarie come il genocidio armeno.

Ricordare quel che accadde nel 1915 è un dovere, per quel che il popolo armeno e per la lezione che quella tragedia ci ha consegnato da un secolo ormai.

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