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Giudici corrotti

 

Un nuovo fenomeno criminale cresce nei palazzi di giustizia e vi partecipano avvocati e magistrati. Non meno di 1500 euro, costa a un imputato se vuole acquistare il rinvio dell’udienza che lo riguarda. Per ritardare la trasmissione di atti importanti,i cancellieri e gli avvocati loro complici ne chiedevano alme no quindicimila.La procura della repubblica a Napoli sta lavorando,attraverso intercettazioni telefoniche,sul “mercato delle prescrizioni” che,a quanto pare,si traduce in soldi,mazzette e t trattative più o meno estenuanti. Questo è quello che succede a Napoli ma non si tratta di un caso isolato.

Al tribunale fallimentare di Roma un gruppo di giudici formato da magistrati e commercialisti si è arricchito svolgendo una funzione parassitaria con aziende che versano in una condizione difficile. Gli imprenditori disposti a pagare tangenti pur di scampare al falli mento sono molti e non soffrono se altri imprenditori fallisco no.Centinaia di casi si verificano anche nei Tribunali ammini strativi regionali sono si decidono spesso controversie di milioni di euro e persino tra i giudici di pace.  Le  accuse che hanno sollevato maggior rumore riguardano due pubblici ministeri di punta dei tribunali di Napoli e di Ro ma.La forte diffusione della corruzione nell’amministrazione pubblica  è ormai presente anche nelle aule di giustizia dove si diffondono a macchia d’olio business illegali legati ad abusi dei magistrati. Donato Ceglie,per anni in servizio nella procura campana di Santa Maria Capua Vetere e famoso per le istruttorie svolte contro le mafie specializzate nel traffico dei rifiuti (le cosiddette ecomafie ) è stato accusato e portato al processo perchè avrebbe indagato di aver convinto la moglie di un imprenditore  arrestato ad aver rapporti sessuali con lui.

Anche il pubblico ministero Dario Staffa,ex magistrato della Direzione Antimafia nella capitale,nel 1997 presidente della Corte di Assi se che condannò a 19 anni di galera il boss del Brenta Felice Maniero,è indagato oggi per corruzione,concussione e rivelazione del segreto di ufficio. “Schiavo delle proprie pulsioni-ha scritto il giudice delle indagini preliminari nell’ordinanza di ar resto del gennaio 2013-avrebbe fatto sesso in ufficio con alcu ni transessuali e in cambio avrebbe promesso protezioni e permessi di soggiorno.  Inoltre avrebbe avuto rapporti con una donna in cambio di favori per  un detenuto.  Numeri ufficiali sul fenomeno corruttivo sempre più esteso non esistono ancora ma le statistiche della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura danno dati soltanto sull’ampia sfera degli illeciti disciplinari ma non sui procedi menti penali.Certo è che se nel 2004  le assoluzioni erano qua si doppie rispetto alle condanne(46 a 24),il trend ora è cambia to e i giudici condannati sono stati ben 36 rispetto a 27 assolti.

Inoltre di fronte a una media statistica europea  di 0,4 con danne di giudici condannati ogni cento,il dato italiano è superiore,di 0,6 ogni cento.  La Procura di Roma ha fatto arrestare un gruppo,capeggiato da due avvocati,che ha realizzato una frode all’INPS da 22 milioni di euro:usando nomi di centinaia di ignari pensionati (qualcuno era addirittura morto da tempo!)hanno mitragliato di cause l’Inps per ottenere l’adeguamento delle pensioni. Dopo aver preso i soldi,la frode continuava agli sportelli del Ministero della Giustizia dove gli avvocati chiedevano il rimborso causato da “lungaggini” dei finti processi. Secondo Raffaele Cantone,nominato da poco presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, “nel settore giudiziario,e in particolare nei TAR e nella Fallimentare,si determinano vicende che dal punto di vista economico sono rilevantissime:che ci siano fenomeni di corruzione, davanti a una massa così ingente di denaro,è quasi fisiologico.”

Ma resta il fatto,viene spontaneo rispondere,che se la magistratura specializzata si fa corrompere e non persegue il reato allora la difesa della corruzione,proprio in queste vicende,non esiste più.E proprio perchè si tratta di grandi somme e di un valore economico,e quindi sociale,di grande rilievo,il danno non è qualcosa che riguarda i singoli interessi disattesi ma l’intera società italiana. E se le cose stanno così,non dovrebbe intervenire il ministro degli Interni o forse il governo nel suo insieme e al massimo livello per fermare questa ulteriore e pericolosa deriva? Questo a me  un interrogativo, a cui è necessario dare al più presto  una risposta.

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