Sei qui:  / Articoli / Interni / Quale urgenza pungeva Matteo di nominar Gentile?

Quale urgenza pungeva Matteo di nominar Gentile?

 

Badiamo al sodo, d’accordo. Il lavoro, innanzitutto, e la legge elettorale e la rivoluzione che rimetterà in moto la macchina burocratica. Condivido. Ma perché, fra i tanti in fila per una casacca da sotto segretario, Renzi doveva proprio caricarsi questo Antonio Gentile da Cosenza, già scelto da Berlusconi per sostituire Cosentino dopo i noti guai giudiziari? Incensurato, senza dubbio. Però un suo “collega” – apprendo da Wikipedia che Cosentino è giornalista – ha raccontato di aver subito pressioni per non pubblicare la notizia di un’indagine giudiziaria sul figlio del detto Senatore, ora sotto segretario. Sostiene, questo Luciano Regolo, di aver inteso telefonate allarmate dall’editore e poi dallo stampatore dell’Ora di Calabria. Alla fine (quando si dice i casi della vita!) una rotativa si è rotta e, quel giorno, il crimine, di corretta informazione non è stato consumato. Ora è pur vero che Tonino, assai poco Gentile, minaccia sfracelli e querele. Ed è persino possibile, che Luciano faccia la fine di Attilio, Regolo, giustiziato dai Cartaginesi (c’è sempre un tribunale a Cartagine!) per aver detto la verità ai Romani.

Bastava aspettare la sentenza, o almeno che fossero rese pubbliche le argomentazioni della querela. Quale urgenza pungeva Matteo di nominar Gentile? A meno che il Governo e segnatamente i sotto segretariati, non siano, in realtà, un campo di lavori forzati per rottamati ancor prima del giudizio. Avevo creduto di capire che proprio Renzi non avesse voluto Francesca Barracciu candidata in Sardegna, dopo un avviso di garanzia su una nota spese, forse, dubbia. Manco un mese e la sbatte al ministero della Cultura. Ai lavori forzati?

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE