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L’assalto alla negligenza? No, manco quello…

 

Ieri sera Rai 1 ha trasmesso “L’assalto”. Per quanto romanzato (è un film non un reportage) e perciò a lieto fine, ha comunque trasmesso il messaggio fortissimo per chi ben disposto a recepirlo: la mafia (nel caso ‘ndrangheta calabrese) ottiene i suoi migliori successi lavorando sulla debolezza dell’individuo inserito, volente o nolente, in sistema altrettanto (se non più) debole e precario. E’ superfluo “girarci” troppo attorno, perciò andiamo subito al sodo. Per pura combinazione in contemporanea messa in onda Rai1, l’Europa Unita ha sentenziato (e ciò non è fiction) che la corruzione italiana “vale” 60miliardi: la metà di quella riscontrata in tutto il continente. Delle due l’una: o il nostro Paese -nonostante la sua debolezza e precarietà aumentata esponenzialmente per crisi planetaria- riesce pur sempre a stare in equilibrio, grazie alla capacità dei suoi leader, oppure  da sempre è in s(S)tato di trattazione con la mafia. La domanda a questo punto però sorge spontanea: ma se abbiamo dei leader capaci a che si deve “l’investimento” di sessantamiliardi nella corruzione?(!) A negligenza? Purtroppo è da escludere e il motivo è individuabile nel suggerimento sempre fornito dall’Europa: «bloccare l’adozione di leggi ad personam»…

‘Azz mi sa che c’hanno sgamati di brutto! Sovvenendomi quel tempo in cui il nostro ventennale leader, post proclamazione di certo Mangano a eroe nazionale, dichiarò che non era bello, non stava bene proiettare pellicole sull’italica mafia ché faceva brutto nei confronti del resto del mondo, ebbene: forse proprio perciò sarebbe il caso insistere sugli impulsi che certe pellicole inviano ché, per quanto romanzate,  almeno lanciano messaggi sani, a differenza dei leader…

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